Prosegue la mobilitazione delle maestranze del Calzaturificio Farida di Chiusi (Siena), che continuano a vivere una situazione drammatica, senza aver ancora ricevuto gli stipendi arretrati e con il proprio futuro sempre più incerto. Lunedì 24 agosto, durante il mercato settimanale di Chiusi Scalo, si svolgerà un volantinaggio per informare la cittadinanza sullo stato della vertenza e per richiamare ancora una volta l’attenzione delle istituzioni e dell’intero territorio su questa crisi occupazionale.

L’iniziativa si svolgerà alla vigilia dell’incontro convocato per martedì 25 agosto in Regione Toscana, nel quale sarà affrontata, in sede istituzionale, l’apertura della procedura di licenziamento collettivo. Un passaggio decisivo e particolarmente delicato per tutte le persone coinvolte e per le loro famiglie.

Leggi anche

“Da mesi - spiega la Filctem Cgil - i lavoratori e le lavoratrici stanno affrontando enormi difficoltà economiche: stipendi non corrisposti, spese quotidiane da sostenere, mutui, affitti e bollette da pagare. A tutto questo si aggiunge oggi la certezza di perdere definitivamente il posto di lavoro. Il volantinaggio vuole quindi essere un’occasione per mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e chiedere risposte concrete”.

Per il sindacato è necessario che l’azienda “si assuma fino in fondo le proprie responsabilità, a partire dal pagamento delle retribuzioni dovute, e che tutte le istituzioni coinvolte si impegnino per ricercare ogni possibile soluzione capace di tutelare l’occupazione e il reddito”.

La Filctem così conclude: “La crisi del Calzaturificio Farida non riguarda soltanto chi vi lavora, ma interessa l’intera comunità e il tessuto economico e sociale del territorio. Per questo chiediamo alle cittadine e ai cittadini chiusini e della Valdichiana di far sentire la propria vicinanza e solidarietà. Lunedì saremo al mercato di Chiusi Scalo perché dietro ogni stipendio non pagato ci sono persone, famiglie e diritti negati. La responsabilità sociale dell’impresa, richiamata anche dai principi della nostra Costituzione, dov’è finita?”.

Leggi anche