PHOTO
Sostituiti dall’intelligenza artificiale. È la sorte dei 37 lavoratori della InvestCloud Italy di Marghera (Venezia), azienda statunitense operante nel settore della tecnologia finanziaria, che lunedì 9 marzo ha comunicato ai sindacati la chiusura dell’attività con il conseguente licenziamento collettivo.
La decisione s’inserisce nel processo di trasformazione strategica avviata dal gruppo nel campo del digital wealth, ossia la gestione del proprio patrimonio mediante l’integrazione di tecnologie avanzate per offrire servizi d’investimento personalizzati e accessibili a tutti, in sostanza un’evoluzione digitale del private banking.
Le motivazioni dell’azienda
La InvestCloud Italy rileva che nell’ultimo anno e mezzo si è registrata “una significativa accelerazione dei cambiamenti tecnologici, con un crescente livello d’integrazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale nei modelli di servizio per la gestione del patrimonio”.
Da qui la decisione di riorganizzare il gruppo, superando l’attuale modello fondato sulla presenza in diversi Paesi e soluzioni adattate a livello locale con una “piattaforma tecnologica integrata centrata su soluzioni basate sull’intelligenza artificiale”. La strategia prevede, inoltre, una “accelerazione degli investimenti” proprio sull’intelligenza artificiale.
Le funzioni di sviluppo e gestione tecnologica saranno accorpate “all’interno di centri d’eccellenza internazionali”, mentre le soluzioni “personalizzate a livello locale saranno eliminate”. Una struttura finalizzata a “massimizzare i benefici di produttività derivante dall’intelligenza artificiale”, che prevede la chiusura della sede veneziana (la cui attività si considera “antieconomica e inefficiente”).
Fiom Venezia: “Sono le professionalità a essere mature”
“È il primo caso in Italia di un’intera azienda che chiude perché sostituita dall’intelligenza artificiale”, spiega il segretario generale Fiom Cgil Venezia Michele Valentini: “Finora abbiamo registrato qualche licenziamento individuale, come una postazione tagliata perché rimpiazzata dal più utile utilizzo di un software, mai una situazione di questo genere”.
La società ha un’ottima condizione economica. “La InvestCloud è sana”, continua il dirigente sindacale: “I bilanci che abbiamo potuto consultare dicono che nel 2024 i ricavi sono aumentati del 63 per cento rispetto al 2023, arrivando a sfiorare i dieci milioni di euro. L’utile netto è stato di 500 mila euro e il ricavo per dipendente è stato di 250 mila euro, quindi un buonissimo indicatore di produttività”.
La “crisi”, dunque, è del tutto anomala: “Finora abbiamo incontrato aziende che, ad esempio, intendono chiudere perché il prodotto da loro fabbricato è maturo e non più competitivo. Ecco, in questo caso sono le professionalità a essere mature, sono i lavoratori ad aver perso competitività”.
Per Valentini quanto sta accadendo alla InvestCloud è la “conseguenza degli ingenti investimenti in tecnologie realizzati per sostituire la presenza umana. Ma questo si traduce in licenziamenti. Questa tendenza rischia di deflagrare nei prossimi anni: bisogna governarla, non si può lasciare che lo facciano le aziende e il mercato”.
Cgil Venezia: “L’intelligenza artificiale va regolata”
L’intelligenza artificiale, aggiunge il segretario generale Cgil Venezia Daniele Giordano, apre “grandi possibilità, ma pone anche incognite enormi: tenuta occupazionale, controllo dei lavoratori, opacità degli algoritmi, intensificazione dei ritmi, impatto su salute e sicurezza, redistribuzione del valore prodotto”.
Giordano sottolinea che l’intelligenza artificiale “non può essere governata soltanto come leva di competitività o riduzione dei costi. Deve essere sottoposta a regole pubbliche, controllo democratico e contrattazione collettiva, perché l’innovazione o migliora la qualità del lavoro e della vita delle persone oppure aumenta disuguaglianze, subordinazione e insicurezza sociale”.
Giordano così conclude: “Ora è indispensabile aprire un confronto istituzionale vero, a partire dal tavolo di crisi regionale, per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti e affrontare una questione che riguarda non solo una singola azienda, ma il modello di sviluppo che vogliamo costruire per questo territorio e per il Paese”.






















