A Roma “non si registra alcun effetto positivo sull’occupazione nonostante l’anno giubilare, mentre nel Lazio il saldo occupazionale del 2025 risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2024 (+0,8%), ma in calo dell’11,5% rispetto al 2023. Anche il primo trimestre del 2026 non segna una vera inversione di tendenza, con una riduzione del 5% dei nuovi contratti”. È quanto emerge dall’analisi dei dati dell’Osservatorio Inps sul mercato del lavoro condotta dalla Cgil di Roma e del Lazio.

A livello regionale – prosegue la Cgil – nel primo trimestre 2026 le nuove assunzioni a tempo indeterminato calano del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la quota dei nuovi contratti stabili sul totale scende al 18,5%. In parallelo crescono le forme di lavoro più fragili e precarie: il lavoro intermittente aumenta del 20% su base annua, il part-time pesa ormai per il 35% dei nuovi rapporti complessivi e sale al 38% nei contratti a tempo determinato.

Secondo il sindacato, “a Roma il Giubileo non ha prodotto nuova occupazione. Se negli anni precedenti il settore delle costruzioni, tra la coda del Superbonus e i cantieri pubblici trainati dai fondi del Pnrr e del Giubileo, aveva visto una crescita del saldo occupazionale, oggi comincia a mostrare i primi segnali di rallentamento. Ma è soprattutto il comparto che avrebbe dovuto beneficiare maggiormente dei flussi turistici, quello composto da commercio, alloggio e ristorazione, a registrare nel 2025 un saldo occupazionale in calo del 9,5% rispetto al 2024 e del 18,3% rispetto al 2023. È il secondo anno consecutivo di contrazione e, in particolare, nel 2025 il peggioramento è avvenuto a causa del crollo delle assunzioni". Un dato che emerge anche dall’analisi della Banca d'Italia, “che nell’ultimo rapporto sull’economia regionale del Lazio ha evidenziato un calo della disoccupazione legato anche a una minore offerta di lavoro”.

Di Cola, Cgil Roma Lazio: “Il rischio è un ulteriore peggioramento”

“Ora che l'occasione del Giubileo non è stata colta – commenta il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola – il rischio è che, sia per la Capitale sia per il resto della Regione Lazio, in un contesto internazionale sfavorevole, ci possa essere un ulteriore peggioramento. Per questo ci aspettiamo che si apra al più presto il confronto con gli enti locali sulle scelte imprescindibili per creare occupazione stabile e contrastare la precarietà, a partire dal sistema degli appalti pubblici. Ci aspettiamo anche un cambio di passo dal sistema delle imprese, che ha beneficiato della ricchezza prodotta grazie a importanti investimenti pubblici, senza investire sul lavoro di qualità, sull’innovazione e sulla ricerca”, conclude Di Cola.