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Caldo torrido, del tutto insostenibile. E lavoratori che si sono dovuti rivolgere a responsabili e colleghi per superare momenti di malessere. Questa la situazione denunciata da Fiom Cgil e Usb lavoro privato nello stabilimento Marcegaglia di Ravenna, che assieme alle rispettive Rsu martedì 30 giugno hanno indetto uno sciopero per il clima.
“Non ci si può soltanto limitare alla distribuzione gratuita di acqua e sali minerali e a prevedere pause aggiuntive, e non siamo nemmeno sicuri che avvenga per tutti i lavoratori coinvolti”, hanno detto le due organizzazioni: “Chiediamo che siano destinate maggiori risorse per migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori”.
Con la giornata di sciopero Fiom e Usb hanno voluto mandare un messaggio ai vertici dell’azienda: i 900 dipendenti dell’impianto metallurgico ospitato nell’area portuale (attivo nella trasformazione dell’acciaio in prodotti piani destinati a diversi settori industriali), che diventano 1.200 considerando gli addetti degli appalti, vanno difesi.
I delegati hanno raccontato di capannoni bollenti e temperature che superano i 45 gradi. “In molti reparti – proseguono Fiom e Usb – i lavoratori lamentano un’esposizione alle alte temperature al limite della sopportabilità. Ci risulta che alcuni di loro hanno subìto momenti di malessere che li hanno costretti a rivolgersi ai propri responsabili per abbandonare anticipatamente l’attività lavorativa”.
Le due organizzazioni, ricordando che in Emilia Romagna è in vigore l’ordinanza regionale che vieta il lavoro dalle 12,30 alle 16 nelle attività di logistica svolte all'aperto, sostengono che l’azienda non stia facendo tutto ciò che dovrebbe per mitigare gli effetti del caldo. Da parte propria, la società ha escluso che ci siano stati malesseri, assicurando di rispettare l'ordinanza “con un grado in più di conservatività” e di avere adottato tutte le misure cautelative.
“Servono investimenti urgenti perché simili ondate di calore rischiano di arrecare seri danni alla salute dei lavoratori”, hanno concluso Fiom e Usb: “In alcuni ambienti di lavoro le temperature sono intollerabili e aumentano i rischi di incidente sul lavoro. Il profitto non può venire prima della sicurezza”.






















