La Cgil Emilia-Romagna accoglie con favore l’emanazione dell’ordinanza della Regione che stabilisce per l’intero territorio regionale da oggi, 3 giugno, fino al 15 settembre prossimo, il divieto di lavoro nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e affini, nelle cave nonché nei piazzali in cui si esercita attività di logistica e per i riders. “Era necessaria un’ordinanza che avesse la giusta tempestività ed efficacia, a fronte di un cambiamento climatico che ci pone di fronte a condizioni sempre più estreme – affermano Massimo Bussandri, segretario generale Cgil Emilia-Romagna, e Daniele Dieci, segretario con delega a Salute e Sicurezza –. Con questa ordinanza la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici aumenta, soprattutto per coloro che svolgono attività con esposizione continuativa al sole”.

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Rispetto all’ordinanza del 2025, si registrano passi in avanti significativi riguardo il periodo di copertura (l’ordinanza entra in vigore un mese prima rispetto all’ordinanza 2025) e i settori e le attività interessati (si estende alle cave e ai riders). “Continueremo a lavorare affinché l’ordinanza venga allargata a settori e attività al momento non contemplati e dimostriamo da subito la nostra disponibilità a discutere del monitoraggio dell’applicazione, del rispetto e dell’efficacia dell’ordinanza stessa”.

Questa ordinanza – si legge nella nota del sindacato – supplisce anche per il 2026 all’assenza di risposte da parte del governo, a fronte delle denunce e delle rivendicazioni portate avanti dalle organizzazioni sindacali a livello nazionale. Resta ferma quindi la necessità di continuare a rivendicare nei confronti del governo il superamento di una logica emergenziale per dare risposte a tutte le problematiche di salute e sicurezza sul lavoro causate dalle alte temperature, anche in riferimento ai luoghi di lavoro al chiuso, mettendo in campo al contempo ammortizzatori sociali in grado di tutelare tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti”.

“Sarà indispensabile – prosegue l’organizzazione – sostenere quest’azione normativa con un’attività diffusa in tutti i territori della regione degli organi ispettivi per garantire il rispetto dell’ordinanza, affinché nessuno possa lavorare in condizioni di rischio e le aziende rispettino le indicazioni contenute. Procederemo con tutti gli strumenti a nostra disposizione – continuano i sindacalisti Cgil – per garantire il rispetto dell’ordinanza e per verificare le misure di mitigazione che le aziende metteranno in campo. La salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici sono elementi imprescindibili per definire la qualità, la dignità e la libertà di chi lavora. Come Cgil Emilia-Romagna vigileremo, come sempre, sul rispetto delle norme: ribadiamo la nostra disponibilità al confronto con tutte le imprese e le associazioni datoriali per discutere, ferma restando la non derogabilità dell’ordinanza, le condizioni organizzative e gli strumenti da adottare (rimodulazione orari di lavoro, ritmi e carichi di lavoro, dispositivi di protezione, investimenti infrastrutturali, ecc) a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, sia per chi lavora all’aperto che per chi lavora al chiuso.”