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Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil proclamano per martedì 8 settembre lo sciopero degli oltre 400 lavoratori della Beko di Melano, nella zona industriale di Fabriano (Ancona). “A 16 mesi dalla firma dell'accordo al ministero delle Imprese – spiegano i sindacati – che avrebbe dovuto garantire stabilità, occupazione e prospettive industriali di lungo termine, la realtà che viviamo ogni giorno è drammatica”.
Per tutto il mese di settembre nell’impianto marchigiano sarà utilizzata la cassa integrazione e lo stabilimento resterà chiuso per sei giorni, da mercoledì 23 a mercoledì 30, con il conseguente rallentamento della capacità produttiva che, secondo le tre categorie, sarà intorno al 60 per cento.
Sindacati: “La situazione sta degenerando”
Fiom, Fim e Uilm rilevano che la situazione “non è soltanto in uno stato di perenne incertezza, ma sta nettamente peggiorando e degenerando. Nei punti vendita delle grandi catene distributive compaiono piani cottura a marchio Beko, ma dalle nostre catene di montaggio non ne esce nemmeno uno”.
Ma non finisce qui: “Persino i volumi che producevamo storicamente prima dell'arrivo del gruppo Beko sono stati tagliati e ridotti al minimo. I piani a induzione che fino a pochi mesi fa producevamo in grandissima quantità, saturando gli impianti e ricorrendo persino al lavoro notturno, dove vengono realizzati oggi? dove sono stati delocalizzati? in Turchia, in Cina?”.
Fiom, Fim e Uilm territoriali così concludono: “Non crediamo più alla favola della ‘crisi di mercato’, soprattutto quando questa presunta crisi sembra colpire esclusivamente la produzione di questo stabilimento. Pretendiamo risposte chiare e trasparenti. Vogliamo conoscere il nostro futuro”.
























