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In Italia solo il 7,42% degli edifici scolastici è provvisto di un impianto di condizionamento e ventilazione. E mentre da tante zone del Paese arrivano allarmi sulla difficoltà per studenti e lavoratori di iniziare l’anno scolastico in queste condizioni, il ministro Valditara si vanta di aver previsto uno stanziamento di 20 milioni di euro per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento.
La realtà è che questo stanziamento corrisponde a 57 euro per classe, con i quali, polemizza in una nota la Flc Cgil, si può comprare giusto un ventilatore.
Per il sindacato della conoscenza della Cgil “la sua non è una risposta efficace alle condizioni estreme che si apprestano a vivere alunni e personale con l’imminente sesta ondata di caldo”.
E ancora: “Dopo aver sprecato l’occasione di rendere efficaci i finanziamenti del Pnrr per l’efficientamento energetico, il ministro dimostra ora di non avere chiara l’entità della spesa necessaria”. Facendo qualche rapido conto, infatti, “risulta che con 20 milioni di euro da ripartire tra le 45.669 sedi scolastiche distribuite nel Paese si arriva alla cifra di 437,93 euro per plesso e, considerando la distribuzione per classe, 20 milioni di euro, ripartite tra le 350.000 classi, rappresentano un contributo di circa 57 euro per aula, utili probabilmente per l’acquisto di un ventilatore”.
Come aveva già denunciato all’inizio dell’estate su Collettiva Monica Fontana, responsabile dirigenti scolastici della Flc Cgil, il Piano “ha stanziato per la costruzione di nuove scuole un miliardo di euro, con l’obiettivo di sostituire vecchi edifici con strutture innovative, sostenibili e a consumo zero. Per la messa in sicurezza e riqualificazione sono stati previsti più di 4 miliardi per ristrutturare, adeguare sismicamente ed efficientare a livello energetico gli edifici esistenti (coinvolgendo oltre 2,6 milioni di metri quadri)”. Peccato però che “a pochi mesi dalla scadenza del Pnrr la realtà fotografa una situazione complessa: meno della metà delle risorse assegnate risulta effettivamente spesa”.
"Il ministro – rimarca il sindacato di categoria - ha avuto tre mesi per coinvolgere Comuni, Province e Città metropolitane, nell’ambito delle rispettive competenze, eppure al primo di settembre le scuole si trovano in gravi difficoltà nell’accogliere alunni e personale”.
Pertanto, prosegue il comunicato, “se non ci sono i presupposti per rispettare adeguate condizioni di sicurezza e se le temperature sono troppo alte in classe, non è possibile fare scuola. Sarà necessario che i dirigenti scolastici, Rls di scuola, collegi e consigli di istituto rappresentino agli enti locali la necessità di sospendere le lezioni per causa di forza maggiore”.
“Questo ministro e questo governo, invece di provvedere a un ventilatore per classe, dovrebbero avere l’ambizione di strutturare un efficientamento energetico e una riqualificazione strutturale delle scuole, gli edifici pubblici più frequentati nel Paese, e impostare un piano per affrontare in modo sostenibile e lungimirante le condizioni climatiche estreme che stiamo vivendo”, conclude la Flc.
























