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La vicenda Aeffe entra in una fase potenzialmente decisiva dopo mesi segnati da licenziamenti, riorganizzazione e cassa integrazione. Il gruppo della moda, che controlla marchi come Moschino, Alberta Ferretti e Pollini, si trova ancora nel percorso di composizione negoziata della crisi, mentre il quadro economico continua a mostrare fragilità.
Negli ultimi mesi la procedura ha portato a circa 120 esuberi già realizzati sui 221 inizialmente previsti tra le sedi di San Giovanni in Marignano e Milano. Parallelamente è stata attivata una cassa integrazione ordinaria che coinvolge oltre 400 lavoratori. La crisi ha quindi già inciso in modo profondo sull’organizzazione industriale e occupazionale del gruppo.
Il nodo dei conti: patrimonio negativo e perdite
Sul fronte finanziario la situazione resta critica. L’assemblea straordinaria degli azionisti ha preso atto di un patrimonio netto negativo pari a circa 1,9 milioni di euro, sceso sotto i minimi previsti dalla normativa.
Nel primo trimestre 2026 il gruppo ha registrato un calo dei ricavi del 26%, un ebitda negativo per 600 mila euro e una perdita netta di 10,8 milioni. Numeri che confermano una fase di forte difficoltà, pur nel quadro della composizione negoziata che sospende alcuni obblighi di ricapitalizzazione immediata.
Oxy Capital presenta un’offerta preliminare
In questo contesto si inserisce la novità principale: Oxy Capital ha presentato un’offerta preliminare non vincolante per rilevare il gruppo. Il fondo, specializzato nel turnaround di aziende in crisi, punta a intervenire con un’operazione di ristrutturazione finanziaria e industriale.
Il piano, secondo quanto emerso, prevederebbe il rilevamento degli asset operativi e un intervento sulle passività, con l’obiettivo di costruire una nuova Aeffe risanata e senza debiti. L’operazione è ancora in fase iniziale e dovrà passare attraverso ulteriori passaggi negoziali e societari.
Sindacati: “Nessun nuovo esubero”
Sul fronte sindacale la posizione resta attenta ma interlocutoria. La Filctem Cgil sottolinea che l’ingresso di un soggetto industriale o finanziario può rappresentare un passaggio decisivo per la tenuta occupazionale.
“L’elemento più importante è che non ci saranno ulteriori esuberi oltre le persone già coinvolte nei licenziamenti”, ha dichiarato Daniele Baiesi, segretario della Filctem Cgil di Rimini, al Resto del Carlino.
Il sindacato ha inoltre evidenziato la necessità di confrontarsi nel dettaglio con il nuovo soggetto per comprendere il piano industriale e le ricadute sul territorio, che coinvolge non solo la Romagna ma anche una rete produttiva estesa tra Marche, Veneto e Toscana.
La partita si gioca anche ai tavoli istituzionali. Il 9 giugno è previsto un incontro al ministero delle Imprese e del made in Italy, mentre a giugno è attesa un’offerta vincolante da parte del consorzio e a ottobre l’accordo finale con i creditori.
La vertenza resta aperta, ma per la prima volta si intravede un percorso di possibile stabilizzazione industriale, tutto ancora da definire nei tempi e nei contenuti.



























