Adesione pressoché totale nelle cave di marmo del comprensorio apuano allo sciopero proclamato da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto integrativo provinciale. La mobilitazione è partita alle 5 del mattino di oggi, 16 luglio, con i picchetti ai canaloni di accesso ai bacini marmiferi, dove i lavoratori hanno presidiato gli ingressi fermando di fatto l’attività estrattiva. Dalle 9 la protesta si è trasferita a Carrara, al parcheggio di San Martino, punto di ritrovo della manifestazione. Da lì alcune centinaia di cavatori, accompagnati dalle bandiere delle organizzazioni sindacali e da numerosi striscioni, hanno raggiunto in corteo Palazzo Civico per chiedere un confronto con l’amministrazione comunale sulla vertenza aperta con gli industriali del marmo.

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Una delegazione composta dai rappresentanti sindacali e da alcuni lavoratori è stata ricevuta dalla sindaca Serena Arrighi per fare il punto sulla situazione e sulle richieste avanzate dalle organizzazioni dei lavoratori. All’esterno del municipio, intanto, alcune centinaia di manifestanti sono rimasti riuniti per tutta la seconda parte della mattinata, in attesa dell’esito dell’incontro.

Lo sciopero è stato indetto dopo che, secondo i sindacati, gli industriali non avrebbero ancora avviato il confronto sulla piattaforma per il rinnovo dell’integrativo provinciale, trasmessa ormai da tre mesi. Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil chiedono che venga confermato integralmente l’attuale contratto integrativo, considerato un punto fermo sotto il profilo normativo ed economico, prima di entrare nel merito delle ulteriori richieste contenute nella piattaforma. La giornata di mobilitazione, caratterizzata da un’elevata partecipazione dei cavatori, rappresenta il primo momento di protesta dopo l’apertura della vertenza e punta a sollecitare una rapida ripresa del confronto tra le parti.