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Sullo stop alle attività dei rider per il caldo estremo, nessuna soluzione dal ministero del Lavoro. Si è concluso con un nulla di fatto l'incontro convocato per oggi con le organizzazioni sindacali Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp e Confcommercio, chiesto dai sindacati a seguito delle ordinanze regionali anti-caldo che impongono ai ciclofattorini, in particolare a chi lavora in bicicletta, la sospensione obbligatoria delle consegne nelle ore più calde della giornata.
La mobilitazione
Un appuntamento arrivato dopo due giornate di mobilitazione promosse da Nidil Cgil in diversi territori: ieri gli scioperi e i cortei di Firenze, Bologna e Milano, oggi la protesta in Piemonte. Iniziative che hanno riportato l'attenzione su una platea di lavoratori fragili, spesso migranti, costretti ogni giorno a scegliere tra la salute e il reddito.
I rider di Glovo e Deliveroo, infatti, sono considerati e trattati come lavoratori autonomi, partite Iva, collaboratori occasionali e iscritti alla gestione artigiani. Per questo non hanno diritto ad ammortizzatori sociali quando le ordinanze regionali e comunali e le ondate di calore li obbligano a fermarsi: se non lavorano, non percepiscono nessun compenso. Quindi sono senza reddito e senza tutele.
Diritti negati
“Le mobilitazioni di questi due giorni dimostrano la forza e la determinazione dei rider nel rivendicare diritti negati da anni – dichiarano Andrea Borghesi e Roberta Turi di Nidil Cgil –. Purtroppo il Ministero, rappresentato solo da figure tecniche, si è presentato al tavolo privo di una soluzione concreta. Il risultato è che usciamo da questo incontro senza alcuna misura”.
La proposta: un fondo
Per finanziare l’integrazione delle ore di stop, Nidil Cgil ha proposto la costituzione di un fondo alimentato con il contributo delle piattaforme di food delivery, a sostegno dei lavoratori individuati dall'articolo 47-bis del d.lgs. 81/2015. Questo in analogia son quanto oggi previsto da Inail a copertura di tutti i lavoratori al di là della condizione contrattuale.
Anche le altre organizzazioni sindacali hanno avanzato proposte, tutte accomunate dalla richiesta di un intervento urgente che garantisca una continuità di reddito oggi negata dall'inquadramento come autonomi. Il Ministero non ha deciso, ma ha semplicemente rinviato ogni decisione a una nuova convocazione, di cui non è stata fissata la data.
A pagare sono i rider
“Il governo non metta la testa sotto la sabbia ignorando un problema che riguarda migliaia di lavoratori poveri, esposti ogni giorno ai rischi della strada – conclude in sindacato degli atipici –. A pagare continuano a essere solo i rider. Ci auguriamo che nei prossimi giorni arrivino risposte concrete e urgenti: non possiamo più aspettare”.






















