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Oltre 100 lavoratori dello stabilimento Ac Boilers di Gioia del Colle (Bari) hanno manifestato martedì 24 febbraio a Roma, sotto il ministero delle Imprese, in contemporanea all’incontro sulla vertenza del gruppo Sofinter, a causa del mancato perfezionamento dell’accordo per la cessione dello stabilimento da parte del fondo Mutares ad Az Impianti e della sospensione della procedura di composizione negoziata della crisi di tutto il gruppo.
La Ac Boilers di Gioia del Colle (Bari) è un’azienda del gruppo Sofinter, attiva nella fabbricazione di caldaie industriali per centrali elettriche. L’ammortizzatore sociale per cessazione d’attività (che segue un’analoga misura andata in vigore da giugno a dicembre 2025), iniziato il 1° gennaio, si concluderà il 31 maggio.
Sindacati: “Individuare una soluzione industriale credibile”
“L’operazione – spiegano Fiom Cgil e Fim Cisl nazionali – avrebbe dovuto garantire il rilancio del sito produttivo pugliese e assicurare una prospettiva a oltre 120 lavoratori di Gioia del Colle attualmente in cassa integrazione straordinaria, che da mesi attendono risposte concrete sul proprio futuro”.
Le due sigle ribadiscono “la necessità d’individuare in tempi rapidi una soluzione industriale solida e credibile, che salvaguardi il sito produttivo e la piena tutela dei livelli occupazionali, scongiurando il fallimento dell’intero gruppo che coinvolge i siti di Varese e Marghera. Non è accettabile che dopo più di due anni in ammortizzatori sociali i lavoratori continuino a pagare per scelte industriali e aziendali volute dal Fondo Mutares e che hanno prodotto l’attuale situazione di incertezza”.
Fiom e Fim hanno chiesto al ministero di “svolgere fino in fondo il proprio ruolo di garanzia e di attivare ogni strumento utile per favorire una soluzione che valorizzi le competenze professionali presenti nel sito di Gioia del Colle, che per anni ha rappresentato un patrimonio industriale strategico per il territorio pugliese”.
Le due categorie così concludono: “È necessario un nuovo soggetto industriale realmente interessato al rilancio del sito. Il tavolo è stato aggiornato in attesa di nuovi sviluppi. Continueremo a sostenere, insieme a Rsu e strutture territoriali, la mobilitazione dei lavoratori fino a quando non avremo garanzie reali su una soluzione industriale che assicuri occupazione, prospettiva e dignità”.






















