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La protesta

Trieste, a rischio 1200 posti tra Wärtsilä, Flex e Principe

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Oltre duemila lavoratori in piazza Unità d'Italia con i sindacati il 21 luglio per manifestare contro la situazione drammatica della città. Michele Piga (Cgil provinciale): “pronti allo sciopero generale”

"Siamo pronti allo sciopero generale". Così Michele Piga, segretario della Camera del Lavoro Cgil di Trieste ha commentato ieri (21 luglio) durante il presidio di lavoratori e sindacati in piazza Unità d'Italia la situazione drammatica che sta vivendo la città. La crisi delle produzioni industriale rischia di cancellare 1200 posti di lavoro solo considerando le vertenze principali, alla Wärtsilä, alla Flex e a Principe.

Ed è stata proprio la comunicazione di Wärtsilä di venerdì scorso, con l’annuncio della chiusura della produzione di motori nello stabilimento di San Dorligo della Valle, che colpisce direttamente 451 lavoratrici e lavoratori diretti e altrettanti che afferiscono all’indotto nell’immediato, a far salire la preoccupazione delle organizzazioni di rappresentanza e a portare oltre duemila persone in piazza per protestare.

"Un colpo durissimo per quelle famiglie - si legge in una nota unitaria firmata di Cgil, Cisl e Uil -, un colpo durissimo per tutto il territorio. Questo dramma si aggiunge alle recenti crisi aperte nell’ex provincia come la Flex e la Principe a cui temiamo si possano aggiungere altre imprese del territorio.

È un colpo durissimo per l’economia del territorio e per le prospettive lavorative della città a cui tutte le cittadine e i cittadini devono reagire. Le lavoratrici e i lavoratori della Wärtsilä, della Flex e di Principe hanno già dimostrato, attraverso le vertenze che hanno lanciato, l’attaccamento al posto di lavoro e la forte volontà di lottare per difenderlo.

Dobbiamo difendere tutti i posti di lavoro e chiedere una risposta strutturale economica e industriale che garantisca in futuro un lavoro stabile, ben pagato e che tuteli i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di questo territorio".

Nel corso della protesta, una delegazione sindacale si è recata in Prefettura per discutere la richiesta di ritiro dell’iter di licenziamento con il Prefetto Vardè.

“Abbiamo ribadito con chiarezza che se le cittadine e i cittadini, le lavoratrici e i lavoratori non riceveranno le risposte necessarie a tutelare il diritto al lavoro siamo pronti a proclamare lo sciopero generale - sono le parole del segretario della Cgil di Trieste Michele Piga -. La grande partecipazione di oggi è la prova dell’esigenza di preservare le produzioni e garantire i posti di lavoro, se necessario attraverso la nazionalizzazione”.

(Michele Piga, segretario generale Cgil Trieste. Video a cura di Ludovico Armenio)

“La cittadinanza si è mossa contro una crisi che va a colpire l’intera filiera industriale di Trieste, con gravissime ricadute sociali ed economiche per tutta la città - così Marco Relli, segretario Fiom Cgil Trieste -. Siamo a fianco dei lavoratori e dei cittadini che stanno già facendo i conti con le conseguenze di questa crisi”.

(Marco Relli, segretario generale Fiom Trieste. Video a cura di Ludovico Armenio)