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Il caso

Agenzia delle entrate, il 18 marzo è sciopero dei servizi di pulizia

Attività di pulizia in un edificio scolastico gestita da una cooperativa sociale, Torino, 2007
Foto: Uliano Lucas, pulizia in un edificio scolastico, Torino, 2007
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Dopo un cambio d'appalto si continuano a tagliare gli orari dei lavoratori, con stipendi ridotti anche del 35%. Filcams e Fisascat: "Ignorano diritti e tutele in nome del puro guadagno, è una vergogna". Prevista un'ampia adesione

Per gli appalti di pulizia dell'Agenzia delle entrate venerdì 18 marzo sarà sciopero nazionale. Lo proclamano i sindacati di categoria. Negli uffici dell’Agenzia di molte regioni italiane si continuano a tagliare gli orari degli addetti alle pulizie, come diretta conseguenza di un recente cambio appalto. Neanche di fronte alla proclamazione dello sciopero dei lavoratori, fissato per il 18 marzo, le aziende Formula Servizi e Savet (titolari dell’appalto) hanno fatto marcia indietro.

Le ditte hanno proseguito nella loro politica di taglio dei costi di gestione, tutto scaricato sulle spalle di centinaia di lavoratrici e lavoratori che si sono visti decurtare ore e stipendio anche del 35%. A farne le spese sono gli addetti incaricati delle pulizie degli uffici di Piemonte e Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria e Umbria, che corrispondono ai lotti 1-4-5 dell’appalto pubblico, nonostante le esigenze di servizio non siano diminuite.

“È una vergogna – hanno denunciato Filcams Cgil e Fisascat Cisl proclamando lo sciopero – constatare questa riduzione di orario per lavoratrici e lavoratori che hanno già oggi contratti part-time, che in alcuni casi non superano le 15 ore settimanali”.

Dopo oltre un mese dalla proclamazione di sciopero nulla è cambiato, anzi. Fin dal primo giorno in cui le due società vincitrici dell’appalto hanno iniziato a svolgere le attività di pulizie è stato chiesto a tutte le lavoratrici e i lavoratori di continuare a effettuare lo stesso lavoro senza nessuna variazione, ma riducendo solo le ore lavorative e di conseguenza la retribuzione, creando in tal modo solo gravi problemi economici alle famiglie.

“Assurdo e intollerabile – continuano i sindacati – è anche il silenzio della committenza pubblica (ovvero l'Agenzia delle entrate), inaccettabile e ingiustificato perché ancora una volta con questo silenzioso disinteresse permette alle imprese di massimizzare i propri profitti. In questo frangente, inoltre, viene disatteso anche lo spirito cooperativo delle imprese appaltanti, che sempre in nome del puro guadagno ignorano diritti e tutele dei propri soci lavoratori”.

C’è un grande fermento tra le lavoratrici e i lavoratori, che si stanno preparando per i presidi davanti alle diverse sedi dell’Agenzia delle entrate interessate. Le previsioni propendono per un'adesione allo sciopero vicina al 90%, per provare a riportare l’ago della bilancia su una giusta direzione. “Per difendere diritti e reddito” affermano i sindacati nel comunicare la conferma della protesta.