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Genova

Toshiba scappa di notte come i ladri

Foto: Genova (immagine da Pixabay.com)
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Fiom provinciale-Rsu: "Una email, inviata alle ore 20.33 del 7 ottobre, ha annunciato ai dipendenti della multinazionale giapponese la vendita dell'intera business unit a una holding tedesca. Ora vogliamo garanzie per i 56 lavoratori interessati e per il futuro del sito produttivo"

Una mail inviata alle ore 20.33 del 7 ottobre ha annunciato ai dipendenti Toshiba la vendita dell'intera Business unit genovese ad una holding tedesca. Toshiba Td è l’erede di Ansaldo trasmissione & distribuzione, storico pezzo dell’industria genovese che in città oggi occupa 56 lavoratori tra gli uffici di Sampierdarena e la fabbrica di Trasta. Solo qualche giorno fa la Fiom Cgil provinciale aveva lanciato l'allarme sul futuro di questa importante realtà produttiva e oggi la città si sveglia con questa pessima novità. La circostanza è di particolare gravità, in quanto la vendita è avvenuta sottraendosi a qualunque confronto e malgrado le continue richieste di chiarimenti formulate da Fiom e Rsu.  

"È quindi stata una scelta deliberata quella del board di Toshiba T&d di escludere qualunque confronto con i lavoratori escludendo completamente i loro rappresentati da un proficuo confronto tra le parti. Il futuro è del tutto incerto proprio perché, con la vendita, non sono state rese note le condizioni che interessano i lavoratori, le loro famiglie e le loro prospettive lavorative. Assieme alla Rsu lotteremo per la difesa dei posti di lavoro e per la continuità di reddito di tutti i lavoratori ex Toshiba. Tutti i proclami del board giapponese di avere fiducia e di essere orgogliosi di far parte di questa grande Corporation si sono dimostrati bugie. D’altro canto, l’intera azienda ha passato gli ultimi otto anni concentrandosi solamente sulla chiusura dei progetti in atto, di fatto abbandonando il mercato di competenza", rileva il sindacato dei metalmeccanici genovesi.

Lunedì 13 ottobre si terrà un incontro sindacale e per il 14 l'assemblea dei lavoratori che dovrà decidere le modalità della mobilitazione.