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Salute e sicurezza

Il lavoro uccide ancora: ad Andria e Lavarone le ultime due vittime

Foto: Marco Merlini
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Nunzio Cognetti aveva trent'anni, troppo pochi per morire eppure ha perso la vita in una giornata di lavoro qualunque. Lo hanno ritrovato i colleghi, incastrato in un macchinario: era finito nella vasca per la pigiatura del basilico. Hanno chiamato i soccorsi, hanno provato a rianimarlo ma ogni intervento è stato inutile. È accaduto ieri pomeriggio (7 ottobre) alla Agrinatura, azienda agricola di Andria, la città dove Nunzio era cresciuto e dove viveva con sua moglie e la sua bimba. Ora la procura di Trani ha aperto un'inchiesta a carico di ignoti: le ipotesi di reato sono omicidio colposo e violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro. È la cinquantatreesima vittima del lavoro in Puglia dall'inizio dell'anno. E anche una delle due vittime registrate in Italia nelle ultime 24 ore. 

Dal sindacato della provincia Bat la vicinanza alla famiglia. “Il cordoglio di tutta la Cgil va alla moglie e ai figli del 30enne che è deceduto mentre era al lavoro. L’ennesima morte bianca in Puglia, a poco più di una settimana da altre due tragedie avvenute nella nostra regione. Una mattanza che sembra davvero non avere fine”. Così Gaetano Riglietti, segretario generale della Flai Cgil Bat e Biagio D’Alberto, segretario generale della Cgil Bat all’indomani dell’incidente sul lavoro avvenuto ad Andria. 

“Saranno le indagini a chiarire l’accaduto, resta il fatto che non è più possibile sopportare la cosa che si esca di casa al mattino per andare a lavoro per non farci più ritorno. Si tratta di morti annunciate all’interno di un sistema in cui spesse volte ci troviamo difronte a scarsi controlli, ad una mancata prevenzione, formazione e rispetto delle leggi e delle norme esistenti. Il comparto agricolo, che nella Bat rappresenta un settore fondamentale per l’economia, è tra i più esposti al rischio di infortuni e malattie professionali. Bisogna, dunque, agire in fretta perché nel 2021 non si può continuare a morire sul lavoro. Vanno fermate queste stragi sul lavoro, mettendo fine a un sistema in cui il profitto viene prima della salute”, dice Riglietti.

“Chiediamo al Prefetto della Bat di convocare urgentemente una riunione del tavolo sulla sicurezza sui luoghi di lavoro perché abbiamo assoluto bisogno di confrontarci in quanto ciò che sta accadendo ci allarma, in particolare se pensiamo che siamo in una fase di ripresa di tutte le attività che se da un lato è un fatto positivo per l’economia dall’altro paradossalmente può ripercuotersi sulle condizioni di lavoro e di sicurezza dei lavoratori, ed è su questo che vogliamo ragionare. Ripresa sì, assolutamente. Purchè sia nel rispetto delle regole. Torniamo a chiedere di intensificare i controlli e l’istituzione dell’ispettorato provinciale del lavoro, come ribadito alcuni giorni fa in occasione del decimo anniversario del crollo di via Roma a Barletta”, conclude D’Alberto.

Un operaio di origini straniere di 61 anni, infatti, è morto questa mattina (8 ottobre) dopo essere precipitato da un ponteggio in un cantiere edile a Bertoldi, frazione del comune di Lavarone, in Trentino. Anche in questo caso saranno le indagini ad accertare cosa è accaduto ed eventuali responsabilità.

Proprio stamane il segretario generale della Cgil Maurizio Landini era tornato a chiedere sanzioni più severe e la sospensione delle attività di quelle aziende che non rispettano i criteri di sicurezza. Ospite della trasmissione Rai Uno Mattina aveva rivendicato l'urgenza di investimenti sugli ispettori del lavoro "Ne servono migliaia. - ha dichiarato -Dobbiamo promuovere la cultura della sicurezza del lavoro".

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Landini: deve entrare nelle teste di ognuno che viene prima di tutto. Per questo, per generare un vero cambiamento culturale, deve essere appresa il prima possibile. Nell'immediato, occorre fermare le aziende che non rispettano le norme. Dettori, Cgil: le Regioni sono indietro, devono darsi da fare con i piani territoriali