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La lettera

Algoritmo, una storia di ordinaria follia

Aule deserte. Il primo giorno senza scuola
Foto: Marco Merlini
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La testimonianza di un'insegnante precaria all'inizio del nono anno e con un punteggio alto a cui è stata assegnata una cattedra fantasma. "Sindacati, fatevi portavoce dei nostri diritti"

Venghino signori, venghino, a vedere gli errori dalle dimensioni eccezionali prodotti dall’algoritmo difettoso… Assegnazione di cattedre inesistenti, riserve trattate come precedenze, spezzoni impossibili da completare, colleghi forse con il dono dell’ubiquità che si trovano assegnati più incarichi e ancora tanto altro.

Ormai la scuola è nelle mani di cantastorie che promettono ciò che agli occhi di chi la scuola la vive davvero, e da anni, appare impossibile. A me, precaria all’inizio del nono anno e con un punteggio di 103.5, è stata assegnata una cattedra fantasma, così l’abbiamo soprannominata nei vari gruppi social, in cui cerchiamo di scambiarci informazioni e rassicurazioni che da chi dovrebbe darcele non arrivano. Ai nostri reclami nessuna risposta a distanza di quasi 20 giorni.

Che i vecchi metodi di convocazioni fossero obsoleti era evidente agli occhi di tutti, ma l’algoritmo ha fallito. Andava verificato, magari con un anno di transizione in cui far convivere le due modalità e correggere in corso eventuali malfunzionamenti. Siamo tanti e arrabbiati, la nostra passione per questo lavoro ci farà riprendere il sorriso davanti ai ragazzi quando qualcuno sistemerà gli errori, ma ora siamo presi dallo sconforto e dalla convinzione che l’ingiustizia che stiamo vivendo sia tale solo per noi.

Sindacalisti, fatevi portavoce dei nostri diritti senza opere di mediazione che vadano a nostro discapito. Giornalisti, fate sentire la nostra voce perché quello che stiamo vivendo dovrebbe fare un gran clamore, ma così non è. (Lucia)