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Abruzzo

Quelle assunzioni "fantasma"

Foto: Luis Melendez (da www.unplash.com)
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Puglielli (Fp Cgil): " È di ieri la notizia di centinaia di stabilizzazioni e migliaia di nuovi posti di lavoro nel nostro Ssr. Ma negli ospedali e nei servizi territoriali non sono visibili i risultati di questo straordinario piano occupazionale. Precari, di varie tipologie, lavoratrici e lavoratori dei servizi esternalizzati, infermieri, oss, medici e ancora di più cittadini e pazienti ci raccontano un altra storia"

"Niente è più visibile di ciò che è nascosto.… È di ieri la notizia di centinaia di stabilizzazioni e migliaia di assunzioni nel Ssr abruzzese. Strano però che negli ospedali e nei servizi territoriali non siano visibili i risultati di questo straordinario piano assunzionale. I precari, di varie tipologie, le lavoratrici ed i lavoratori dei servizi esternalizzati, gli infermieri, gli oss, i medici ed ancora di più i cittadini ed i pazienti ci raccontano un altra storia". Così Paola Puglielli, segretaria generale Fp Cgil di Abruzzo e Molise.

"Se dico che ho assunto 2.000 unità lavorative di diversi profili professionali, dovrei dire, al contempo, quanti erano i posti vacanti, quanti pensionamenti ci sono stati, quali le assegnazionii nei vari presidi per dimostrare che ci sono stati cambiamenti nelle politiche di reclutamento nel servizio sanitario regionale in Abruzzo. Altrimenti, come è possibile che nei servizi sanitari si effettuino le cosiddette doppie notti e non venga rispettata la legge 161/2014, in tema di riposi obbligatori, in quelli più periferici manchino specifici profili professionali o ancora i precari Covid, ma non solo, ai quali è scaduto o sta scadendo il contratto di lavoro, non abbiano ancora ricevuto la proroga da parte della Asl di competenza", rileva ancora la dirigente sindacale.

"Come si spiega, inoltre, lo stato di agitazione indetto contro la Asl 01, in ragione delle croniche carenze presso il reparto di radiologia dell’ospedale di Sulmona? Sulla salute delle persone, sui diritti di lavoratrici e lavoratori è alquanto disdicevole fare propaganda. Tirate fuori i numeri e vicino alla colonna del più mettete quella del meno, specificando le effettive carenze di personale, anche a seguito delle innumerevoli cessazioni dal servizio avvenute in questi anni, per effetto, fra le altre cose, della cosiddetta quota 100. Altrimenti, siamo alle solite, e va a finire come per i medici precari del 118. A proposito, chissà se nei numeri sbandierati ci sono anche loro. Al tavolo permanente, convocato per l’8 ottobre dalla Regione chiederemo di fare chiarezza circa i reali piani dei fabbisogni delle Asl abruzzesi", conclude la sindacalista.