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Genova

Intimidazione all'ex Ilva, lettere di messa in libertà perché hanno scioperato

Genova acciaieria Arecelor Mittal, ex ilva Genova, Cornigliano
Foto: Photoshot/Sintesi
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La motivazione dell'azienda: problemi di sicurezza a causa delle proteste. Ma gli impianti erano già fermi prima della mobilitazione. Fiom: "L'ennesima provocazione di un'azienda che cerca lo scontro con i lavoratori"

Circa quindici lavoratori dell’ex Ilva di Genova, questa mattina, hanno trovato le lettere di messa in libertà da parte di Acciaierie d'Italia per l'intero turno lavorativo di oggi. Sono addetti del reparto Ricottura del ciclo latta dello stabilimento di Cornigliano. Immediata la protesta tra i lavoratori, che già stanno effettuando in questi giorni delle astensioni dal lavoro.

In una lettera, inviata alle Rsu la settimana scorsa, l'azienda aveva chiesto di rivedere le modalità di organizzazione dello sciopero che avrebbe, a detta della stessa, creato problemi di sicurezza in alcuni reparti. Quando le Rsu avevano replicato di entrare nello specifico, non è arrivata alcuna risposta. Lo sciopero di un'ora sino al 29 luglio intanto prosegue: per i sindacati, l'episodio che si è concretizzato oggi è "l'ennesima provocazione di un'azienda che cerca lo scontro con i lavoratori".

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"Abbiamo elementi certi per dire che questi impianti, dove sono impiegati i lavoratori che sono stati messi in libertà dall'azienda, erano già fermi prima dello sciopero, perché sono quelli interessati dal principio di incendio di qualche giorno fa". Lo dichiara il coordinatore delle Rsu di Acciaierie d'Italia Genova Armando Palombo. "Quindi la messa in libertà, che prevede la sospensione senza stipendio per l'intero turno e che loro giustificano con problemi legati alla sicurezza degli impianti a causa dello sciopero di un'ora, è avvenuta su impianti già fermi da giorni. Questo è un elemento gravissimo che incancrenisce i rapporti in fabbrica. Fra l'altro - aggiunge il delegato - la messa in libertà è avvenuta con un comunicato appeso alla porta del reparto e un capo che ha detto a voce ai lavoratori che dovevano tornare a casa con pratiche che ricordano il caporalato".

Al momento le Rsu hanno confermato la mobilitazione nelle forme attuali almeno fino a venerdì, ma "per lunedì ci prepariamo a mobilitazioni più incisive contro quelli che sembrano anticipare dei veri licenziamenti all'interno dell'Ilva".

"Nelle prossime ore con le Rsu faremo le nostre valutazioni - dice il segretario genovese della Fiom Stefano Bonazzi - nel frattempo lo sciopero prosegue con l'articolazione stabilita, con un'ora al giorno e il presidio al varco merci. Quel che è certo è che non ci sono problemi di sicurezza, ma ci troviamo di fronte all'ennesima provocazione di un'azienda che cerca lo scontro con i lavoratori".

"I lavoratori dello stabilimento sono in lotta per difendere la fabbrica e l'industria di Genova contro una multinazionale arrogante e un governo incredibilmente silente, nonostante gli atteggiamenti inaccettabili dell'azienda come la messa in libertà dei lavoratori". È quanto affermano le Rsu delle Acciaierie d'Italia di Genova e le Rsu dell'Ilva in amministrazione straordinaria in un volantino, nel quale lanciano un appello alla città. "Chiediamo alla città di Genova, al mondo delle associazioni, a tutti i soggetti che si sentono coinvolti da questa battaglia, e vicini ai valori del mondo del lavoro, di aiutare e sostenere economicamente i lavoratori in questa lotta", proseguono annunciando l'apertura di una pubblica sottoscrizione alla quale contribuire sul conto corrente messo a disposizione dalla Sms Guido Rossa (IBAN  IT84P0200801432000105050434 - LAVORATORI ILVA GUIDO ROSSA).