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La vertenza

Gianetti ruote, Governo si assuma responsabilità. Tavolo convocato per il 22 luglio

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Occhiuto (Fiom Monza e Brianza): “Sono ormai trascorsi più di dieci giorni da quando è stata inviata la mail di chiusura del sito e, nonostante le ripetute richieste di incontro fatte al ministro dello Sviluppo economico, niente si è mosso. E' come se all'Esecutivo non interessi nulla del fatto che 152 lavoratori stiano perdendo il posto di lavoro"

Vertenza Gianetti ruote: Adesso basta, la politica e il Governo si assumano le loro responsabilità. Era iniziata con questa ennesima presa di posizione la giornata. E poco fa è arrivata la notizia che la vice ministra del Mise Alessandra Todde convoca il tavolo sulla vertenza giovedì 22 luglio alle 15,30 in videoconferenza.

Per Pietro Occhiuto, segretario Fiom Monza e Brianza, "sembra che in queste ore si sia palesata la volontà di acquisizione della Gianetti da parte di alcuni imprenditori che vorrebbero proseguire la produzione nello stabilimento di Ceriano Laghetto. Si rende sempre più urgente che il tavolo di confronto si sposti al Mise e si favorisca il passaggio di proprietà. Il Fondo Quantum non ostacoli in alcun modo il subentro di nuovi imprenditori che possano garantire la prosecuzione dell'attività lavorativa".

La decisione dell'esecutivo è frutto anche della pressione dei sindacati e proprio in mattinata, sempre Pietro Occhiuto aveva dichiarato: “In questi giorni, le abbiamo tentate in tutti i modi per far ritirare alla Gianetti la procedura di chiusura del sito di Ceriano Laghetto e far ritornare al lavoro le lavoratrici ed i lavoratori. La netta chiusura che ci è stata posta dall'azienda rende necessario un immediato intervento del Governo".

“Sono ormai trascorsi più di dieci giorni da quando è stata inviata la mail di chiusura del sito e, nonostante le ripetute richieste di incontro fatte al ministro dello Sviluppo economico, niente si è mosso. E' come se al Governo non interessi nulla del fatto che 152 lavoratori stiano perdendo il posto di lavoro. Ma si rendono conto della bomba sociale che si è innescata in Brianza - prosegue il dirigente sindacale -. Si è in balia di un Fondo di investimento che tiene sotto ricatto 152 famiglie, un intero territorio e le istituzioni del Paese e per questo motivo che Fim, Fiom e Uilm della Brianza hanno proclamato 8 ore di sciopero per il prossimo 20 luglio organizzando un presidio davanti la Provincia di Monza, in occasione di Brianza ReStart.

“Ma come si può pensare che la Brianza, dopo la pandemia, possa ripartire se nel frattempo si perdono, senza colpo ferire, importanti aziende come la Gianetti? Mentre la politica e le istituzioni fanno convegni ci sono Fondi di investimento che violentano il sistema industriale di un territorio”. “Gianetti, Gkn, Whirpool, sono vertenze che per la loro natura, per come sono nate e per come si stanno sviluppando devono essere affrontate dalla Presidenza del consiglio che deve convocare un tavolo con i ministeri competenti per avviare un confronto che garantisca l’occupazione” conclude il sindacalista.