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La mobilitazione

Whirlpool, stamattina protesta dei lavoratori che hanno bloccato le partenze all'aeroporto di Napoli

Foto: Mattia Carpinelli
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Blitz questa mattina con bandiere e striscioni degli operai dello stabilimento di via Argine, dopo la conferma dell'azienda di chiudere e licenziare i 340 dipendenti senza avvalersi delle 13 settimane di cassa integrazione messe a disposizione dal governo

Le lavoratrici e i lavoratori della Whirlpool dello stabilimento di via Argine a Napoli hanno liberato l'area di accesso alle partenze dell'aeroporto di Capodichino.

Una protesta che si è protratta per circa mezz'ora rallentando le operazioni di imbarco per i viaggiatori. Il centinaio di tute blu si è poi spostato nel piazzale dello scalo internazionale dove continua a intonare cori e a gridare slogan, esponendo striscioni e bandiere con la richiesta di poter lavorare.

Così Rosario Rappa, segretario generale della Fiom Napoli, "auspichiamo che l'intervento di Draghi blocchi la procedura di licenziamento. La mobilitazione continua e l'obiettivo è tornare a produrre lavatrici".

Ieri, l'azienda ha confermato l'avvio delle procedure di licenziamento per tutti gli operai dello stabilimento napoletano nel corso del tavolo al ministero dello Sviluppo economico. Nel pomeriggio di ieri, i lavoratori hanno effettuato un presidio nei pressi del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), in occasione della visita del presidente del Consiglio Mario Draghi e del ministro della Giustizia Marta Cartabia. Ne è seguito un incontro con il premier e i segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm.