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La vertenza

Alitalia, per i sindacati il piano industriale della newco è inaccettabile

Foto: Marco Merlini
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Dura presa di posizione delle sigle di categoria che chiedono di essere convocate dal Governo. No allo spezzatino aziendale e intollerabile che su 10.500 lavoratori il primo anno ne vengano assunti solamente 2.750-2.950. Si tratta di "errori gravissimi che rendono la nuova compagnia di bandiera un progetto molto debole”

Alitalia: non ci siamo. È molto duro il giudizio dei sindacati di categoria sull'annuncio del decollo della new Ita. "Siamo nettamente contrari sia all’impostazione della trattativa che non ha visto fino ad oggi il coinvolgimento del sindacato, sia sotto l’aspetto del piano industriale”. Così in una nota Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, che chiedono al Governo di essere convocati subito.

Secondo le organizzazioni sindacali: “si prefigurerebbe il cosiddetto spezzatino aziendale con nessuna certezza per le attività a terra di handling e di manutenzioni che rimarranno in Ita". La nuova compagnia partirebbe con una miniflotta "con solamente 52 aerei senza prospettive di sviluppo sul lungo raggio. È inaccettabile che su 10.500 lavoratori vengano assunti solamente 2750-2950 il primo anno. Anche il brand messo a bando di gara prefigurerebbe evidenti danni commerciali. Sostanzialmente è un piano debole anche in prospettiva ricavi fino al 2025. Sono errori gravissimi che rendono inaccettabile questa impostazione ma soprattutto rendono la nuova compagnia di bandiera un progetto molto debole”.

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“Inoltre - spiegano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo - manca ancora e sempre di più tutta la parte relativa alla regolamentazione del mercato italiano, in chiave anti dumping sociale e salariale, posta in essere da alcuni vettori low cost che competono sul nostro mercato, eludendo e comprimendo le tutele dei lavoratori sia per la parte della regolamentazione sia per la concorrenza del sistema aeroportuale che continua a basarsi su erogazioni di centinaia di milioni di euro con modalità non trasparenti, falsando così la concorrenza e il mercato".

A tale proposito, si legge nella nota, "in riferimento alle dichiarazioni rilasciate oggi dall’amministratore delegato di  Ryanair Micheal O'Leary, a margine del suo incontro con il governo italiano, che non convoca i sindacati bensì una compagnia straniera low cost, preme ricordare che noi siamo a favore della concorrenza leale fatta da soggetti che rispettano le norme, i salari, i diritti e le loro tutele, partendo dall’applicazione dell’articolo 203 del decreto Rilancio, compreso il fondo di solidarietà del trasporto aereo alimentato su addizionali comunali sull’imbarco”.

“Siamo quindi nettamente contrari a ipotesi - sostengono infine le organizzazioni sindacali - che prevedono il depotenziamento del fondo che sostiene oggi più di 40 mila famiglie comprese quelle dei lavoratori di Ryanair”.