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Porti

Filt, preoccupati per ritardi aiuti al settore

Nei porti si continua a morire: lavoratori in sciopero
Foto: Foto di © Fabio Fiorani/Sintesi
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Colombo: ""Gli eccessi di burocrazia, ancora una volta, rischiano di appesantire enormemente le già note difficoltà dell'operatività portuale, soprattutto ora che il settore sta provando a ripartire".

 

"Forte preoccupazione per l’emendamento sostenuto da tutto il cluster portuale, sindacato compreso, per una riduzione dei canoni concessori per quest'anno e per i conseguenti ristori alle imprese utilizzando i fondi già stanziati nel 2020". Ad affermarlo il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo sulle misure sulla portualità contenute nel decreto Sostegni bis, spiegando "gli eccessi di burocrazia, ancora una volta rischiano di appesantire enormemente le già note difficoltà dell’operatività portuale soprattutto ora che il settore sta provando a ripartire"..

"E’ inspiegabile - sottolinea il dirigente sindacale - come si possa bloccare una richiesta che punta al sostegno del lavoro e, quindi, dei lavoratori a fronte degli evidenti effetti derivanti dalla pandemia. Frenare o soffocare la ripresa del lavoro, rimpallando tra i vari ministeri l’ammissibilità del provvedimento emendativo non giova a nessuno, soprattutto al Paese ed al suo già provato tessuto produttivo".

"Non è possibile accettare - prosegue il segretario nazionale della Filt - l’indisponibilità di Mims e Mef nell’aiutare un settore in profonda crisi e nell’accompagnarlo, con una limitata quota parte degli avanzi di amministrazione delle Autorità di sistema portuale ad uscire meglio e più velocemente dal tunnel della pandemia. Non resteremo inermi di fronte a una legittima richiesta di aiuto per il settore ma soprattutto per l’occupazione e l’economia del Paese.  Oggi, più che mai, c’è bisogno di una visione prospettica in grado di traguardare una ripresa stabile e che non lasci vittime lungo il percorso. Confidiamo nella presa in carico di questi temi da parte dei ministeri competenti".