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Novantacinque portuali somministrati in bilico

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Presidio di protesta davanti alla sede dell'Autorità di sistema portuale Mar Ligure Occidentale organizzato dai sindacati degli atipici per chiedere continuità occupazionale. Franceschin, Nidil Cgil: “Troppi lavoratori sono a giornata e non hanno prospettive”

95 lavoratori precari del porto di Genova in bilico: il 30 giugno scade il loro contratto di somministrazione, ma cosa ne sarà di loro non si sa. Per questo hanno protestato con un presidio davanti a Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità di sistema portuale Mar Ligure Occidentale, organizzato da Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Uil Genova. I sindacati, ricevuti dai rappresentanti dell’Autorità, hanno chiesto un incontro urgente per risolvere positivamente la vertenza a tutela dei somministrati della Compagnia Unica Portuale “Paride Batini” impegnati alla Culmv, appuntamento che è stato fissato per il 28 giugno.

Le recenti notizie di stampa gettano ombre sulla sostenibilità e continuità dei contratti, e per questo c’è preoccupazione per il futuro di questi lavoratori, che hanno un’età media compresa tra i 35 e 40 anni, con carichi familiari, e che in questi anni hanno contribuito al raggiungimento di importanti obiettivi di produttività. Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Uil di Genova hanno annuncaito anche lo stato di agitazione e si riservano di valutare un eventuale sciopero generale dei somministrati presso Culmv.

“Va fatto un accordo complessivo di gestione per i circa mille somministrati impiegati nei porti – commenta Davide Franceschin, segretario nazionale Nidil Cgil -. Troppe persone sono a giornata e non hanno prospettive di continuità, Genova è emblematica. Basta con i contratti brevi, va data continuità occupazionale e un salario dignitoso a quanti lavorano da anni nei porti”.