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La vertenza

Elica, scioperi a scacchiera e a singhiozzo

Foto: Fiom Ancona (da Facebook)
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Altre 16 ore di astensione nei vari reparti per contrastare la delocalizzazione che mette a rischio centinaia di posti di lavoro. Pullini (Fiom Cgil): "Le produzioni stanno uscendo dagli stabilimenti italiani e si rende indispensabile mobiltiarci per difendere il lavoro"

Scioperi a "scacchiera" e a "singhiozzo" come si diceva una volta, forme di mobilitazione efficaci e "sostenibili" per i lavoratori di Elica, che, in attesa dell’incontro del 30 giugno convocato dal Mise, continuano la propria mobilitazione con un pacchetto di altre 16 ore di astensione proclamato dal coordinamento. Tutti i giorni della settimana, i vari reparti della fabbrica, che ha dichiarato 409 esuberi e la chiusura dell'impianto di Cerreto D'Esi, effettueranno delle fermate con sciopero all’interno dell’orario di lavoro.

"Continuare la mobilitazione si rende necessario - afferma Pierpaolo Pullini,  responsabile del territorio di Fabriano per la Fiom Cgil di Ancona - perché a prescindere dalle dichiarazioni che leggiamo sulla stampa, l’azienda sta continuando con il suo progetto di delocalizzazione, le produzioni stanno uscendo dagli stabilimenti italiani e si rende indispensabile mobiltiarci per difendere il lavoro che ci stanno portando via".

Pullini ricorda che "non esiste alcuna crisi di mercato per Elica e il piano che stiamo combattendo serve solo ad aumentare i profitti degli azionisti, delocalizzando le produzioni, impoverendo il territorio con l’idea di accompagnarne la realizzazione con risorse pubbliche".

Il 30 giugno l'incontro al Mise servirà dunque a verificare le reali disponibilità annunciate dal management di Elica, ed anche ad avanzare le nostre del sindacato e dei lavoratori per il futuro di Elica sul territorio, "in nome di un interesse generale e collettivo, da contrapporre a quelle aziendali e che per forza di cose devono essere sostenute con la lotta e la mobilitazione", conclude Pullini.