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Diritti calpestati

Lavoratori scomodi, la Ferrarini di Parma li licenzia

Giorgio Sbordoni e Glenda Pelosi
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Mandati via. Uno, Nicola, perché parlava troppo, l'altro, Alain, perché era malato. "Questa azienda non lascia solo a casa i lavoratori, commenta la Flai provinciale: quest'azienda uccide il lavoro"

Alain e Nicola, due lavoratori dell’azienda Ferrarini di Parma, un unico destino. Quello di esser stati licenziati perché scomodi. Per motivi diversi, inaccettabili entrambi. Oggi una conferenza stampa organizzata dalla Flai di Parma ha riassunto la vicenda. Presenti Antonio Gasparelli, segretario generale Flai Cgil Parma, Matteo Lanini, il funzionario della segreteria Flai territoriale che segue l'azienda, e Nicola Comparato, uno dei due lavoratori licenziati. In video sono intervenuti anche Ivano Gualerzi, della segreteria nazionale Flai con delega all'industria, Salvatore Coda, della Flai Cgil Reggio Emilia, e Antonio Santoro, Rsu alla Ferrarini di Reggio Emilia.

Due lavoratori scomodi. Il primo, Nicola Comparato, era delegato Flai Cgil e si è ritrovato senza lavoro perché non è rimasto zitto di fronte agli attacchi dell’azienda. Lo hanno mandato via per tappagli la bocca e, come continua a ripetere consapevolmente, per tapparla ai suoi colleghi, per alimentare un clima di paura che induca tutti a restare in silenzio, anche quando i diritti vengono calpestati e il padrone si comporta da padrone.

(La testimonianza video di Nicola Comparato, rsu Flai licenziato dalla Ferrarini) raccolta da Glenda pelosi, ufficio stampa Cgil Parma)

 

 

Il secondo, Dadje Zah Alain Guy, è stato licenziato perché era malato. Era venuto dalla Costa d’Avorio pensando che l’Italia potesse essere il posto giusto nel quale rifarsi una vita, trovare un lavoro, avere una casa, dei diritti. Ma una patologia oncologica l’ha costretto a un calvario, fuori e dentro dai luoghi di cura, culminato con il contagio da covid. E mentre era in un letto di ospedale l’azienda gli ha tolto il lavoro e quando è tornato a casa la lettera di licenziamento era sul tavolo.

(La testimonianza video di Matteo Lanini, funzionario Flai Cgil Parma, raccolta da Glenda Pelosi)

 

 

Il segretario generale della Flai Cgil di Parma, Antonio Gasparelli, si chiede oggi come sia possibile che nel 2021 possano accadere ancora cose come queste. “Come può essere che un commissario prefettizio e coloro che hanno affidato al concordato preventivo la Ferrarini, un’azienda con 800 milioni di euro di debiti, che sta mettendo sul lastrico tante altre realtà dell’indotto, possano permettere che i vecchi padroni gestiscano ancora le cose all’interno come fossero proprietari e licenzino i lavoratori”.

(La testimonianza video di Antonio Gasparelli, segretario generale della Flai Cgil di Parma, raccolta da Glenda Pelosi)

 

 

Questa storia non finisce qui e la Flai Cgil promette battaglia al fianco dei lavoratori licenziati. "In ultima istanza - si legge nel comunicato della Flai di Parma - si sono voluti punire lavoratori vicini alla Cgil, lavoratori più esposti, lavoratori facilmente licenziabili ma sempre e comunque lavoratori che hanno creduto nella ditta anche nel momento di difficoltà, quando sono mancati stipendi, lavoro e certezze. Ferrarini non solo licenzia, Ferrarini uccide il lavoro".