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lo sciopero

Autobus al capolinea. Trasporto pubblico locale fermo fino alla mezzanotte

Coronavirus, storie quotidiane © Marco Merlini Roma, 11 marzo 2020 La vita dopo le norme sanitarie varate dal Governo
Foto: Marco Merlini
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Mentre le aziende locali continuano a ricevere ristori da parte dello Stato, si ostinano a far melina sui temi del rinnovo del contratto, scaduto nel 2017. Autoferrotranvieri e internavigatori tornano a incrociare le braccia

Ha preso il via lo sciopero nazionale di 24 ore di tutti i lavoratori del trasporto pubblico locale. La mobilitazione è stata proclamata unitariamente da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Fna. In un comunicato spiegano come nonostante il contratto collettivo di lavoro sia scaduto nel 2017 le associazioni datoriali continuino a praticare tattiche dilatorie e, pertanto, a nulla sono serviti i tentativi messi in campo dal sindacato per scongiurare lo stop.

Simone Masini, Filt Cgil Toscana

Da quattro anni aspettano il rinnovo del contratto – sottolineano le organizzazioni sindacali – necessario per recuperare la perdita di potere di acquisto dei salari, mentre le aziende del settore continuano a percepire ingenti contributi dallo Stato. Il decreto Sostegni ha appena stanziato 800 milioni di euro, che si aggiungono alle somme già ricevute per compensare la riduzione dei ricavi da traffico, causati dagli effetti della pandemia”.

Antonella Petrazzuolo, delegata sindacale EAV

"Ci dispiace recare ulteriore disagio agli utenti in questa particolare situazione che il paese sta vivendo – affermano nella nota – in gioco ci sono il contratto, i diritti dei lavoratori ma soprattutto la qualità del servizio del prossimo futuro. L’atteggiamento tenuto dalle associazioni datoriali - sottolineano – dimostra come il sistema del trasporto pubblico italiano vada riformato al più presto perché l’eccessiva frammentazione, sono oltre 900 le aziende, sono alla base delle inefficienze che gli utenti rilevano giornalmente”.

 Andrea Gamba, segretario regionale Filt Liguria

Soltanto parole. Vuoti e privi di contenuto – secondo i rappresentanti dei lavoratori – i ringraziamenti espressi dalle associazioni datoriali per la dedizione e la professionalità dimostrata nel continuare a svolgere il proprio lavoro, spesso in condizioni di grave disagio e mettendo a rischio la propria incolumità, in un momento difficile come quello attuale. "Quelle frasi – concludono i sindacati – appaiono solo come uno strumento per ottenere risorse”.

 

Cristina Marchiaro, segretaria regionale Filt Valle d'Aosta