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La riflessione

Lazio, tra precariato e nuove fragilità

Marco Togna
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La pandemia ha portato alla luce tutti i problemi già presenti, dalle tante forme di impiego irregolare al progressivo impoverimento. “C'è un clima di tensione sociale crescente”, spiega il segretario generale della Cgil regionale Michele Azzola: “Occorrono subito ingenti investimenti per far ripartire il lavoro”

Riprende a crescere la cassa integrazione a Roma e nel Lazio. In ottobre siamo tornati ai livelli del giugno scorso: le ore autorizzate hanno superato i 20 milioni, erano appena 14 milioni in settembre. La stessa impennata riguarda il Fondo di integrazione salariale, un ammortizzatore sociale destinato per lo più ai servizi: le ore autorizzate sfiorano i 20 milioni, oltre 5 milioni in più di settembre.

Il blocco dei licenziamenti, provvedimento indispensabile in questo contesto, non ha però impedito il mancato rinnovo dei contratti a termine, che nel primo trimestre di quest’anno sono stati ben 112 mila in meno rispetto al 2019, né ha impedito la forte riduzione delle partite Iva e più in generale di tutti i contratti di apprendistato, stagionali o in somministrazione.

“C’è un clima di tensione sociale crescente”, spiega il segretario generale della Cgil regionale Michele Azzola: “Occorrono subito ingenti investimenti per far ripartire il lavoro”. L’esponente sindacale rileva anche la necessità di “rilanciare il ruolo pubblico, cambiando quella pessima linea liberista che negli ultimi vent'anni ha contraddistinto il nostro Paese”. In video anche le testimonianze di un rider, di un’operatrice museale e di due dipendenti di Roma Multiservizi e Roma Metropolitane.