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Incontro ai cancelli

Sangemini incontra Treofan: bottiglie piene di solidarietà

Fabrizio Ricci
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I lavoratori della fabbrica di acqua minerale in sciopero hanno portato alcune casse ai cancelli del polo chimico, dove altri lavoratori stanno lottando per evitare la chiusura della loro fabbrica. Abbracci virtuali, commozione e l'impegno a lottare uniti

"Qui non ci sono due vertenze separate, qui ci sono centinaia di lavoratori e di famiglie di uno stesso territorio ai quali stanno togliendo il lavoro. Dobbiamo lottare insieme per far sì che chi ci governa difenda le nostre fabbriche e il nostro futuro". È stata una pagina di solidarietà davvero bella quella scritta martedì 24 novembre dai lavoratori della Sangemini-Amerino e da quelli della Treofan, aziende della provincia di Terni distanti tra loro solo pochi chilometri. I primi sono in sciopero da due giorni, per difendere gli 86 posti di lavoro messi seriamente a rischio dalla proprietà, il gruppo Ami della famiglia Pessina. Stamattina hanno caricato in macchina alcune casse di quell’acqua che vogliono continuare a produrre e l’hanno portata ai cancelli della Treofan, per la quale la multinazionale Jindal ha annunciato la chiusura e proprio oggi ufficializzato il licenziamento collettivo.

I lavoratori dell'azienda chimica sono usciti tra gli applausi dei loro colleghi e si sono stretti in un abbraccio, purtroppo solo virtuale per il rigoroso rispetto delle regole di sicurezza per il Covid. “Dobbiamo unire le nostre lotte - hanno detto i rappresentanti delle due Rsu - perché qui in gioco c’è un intero territorio e due fabbriche che ne hanno fatto la storia. E allora tutta l’Umbria deve capire che si sta decidendo un pezzo del suo futuro e fare pressione insieme a noi su chi deve imporsi a livello istituzionale, per impedire questo vero e proprio saccheggio”.