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La mobilitazione

Settori pubblici: il 9 dicembre è sciopero nazionale

Lazio, il 14 dicembre si ferma la sanità privata
Foto: Foto di Simona Caleo
E.D.N.
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Arriva la proclamazione dei sindacati di categoria: non ci sono risorse per l'occupazione, la stabilizzazione dei precari e i rinnovi dei contratti di sanità pubblica, funzioni centrali e locali. Braccia incrociate per tutta la giornata

C'è una data per lo sciopero nazionale dei settori pubblici: sarà mercoledì 9 dicembre. I sindacati lo avevano già annunciato e lo ribadiscono oggi. “Preso atto dell’esito del confronto tra governo e le confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, in mancanza delle necessarie risorse per lavorare in sicurezza, per avviare una vasta programmazione occupazionale e di stabilizzazione del precariato e per il finanziamento dei rinnovi dei contratti nazionali della sanità pubblica, funzioni locali e funzioni centrali, le categorie Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa proclamano lo sciopero nazionale di comparto per il giorno 9 dicembre per l’intera giornata o turno di lavoro, con la garanzia dei servizi minimi essenziali previsti”. Così una nota dei segretari generali, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi, Nicola Turco.

Una scelta, come detto, che era nell'aria. Soprattutto dopo le critiche alla bozza della legge di bilancio: sulle assunzioni e i rinnovi pubblici non ci sono risposte adeguate. Questa la sostanza della posizione unitaria dei sindacati: “Rispetto alle dichiarazioni del governo delle scorse settimane, non si intravede quella svolta necessaria per i settori pubblici, né sul fronte rinnovamento della pubblica amministrazione né su quello del cambiamento”.

Entrando nel merito, sul tema dell'occupazione “da anni chiediamo di mettere a fuoco la grave emergenza occupazione nelle pubbliche amministrazioni, che anche il Covid ha dimostrato essere una priorità, se vogliamo dare risposte adeguate ai cittadini e non solo nel settore sanitario". Le sigle registrano inoltre che "neanche sul fronte contrattuale il governo ha scelto di investire sulla contrattazione", con l'obiettivo di rilanciare una riforma urgente e necessaria del sistema di classificazione, un grande piano di riqualificazione del personale e i salari dei dipendenti che rimangono tra i più bassi d’Europa.

La mobilitazione va avanti. I sindacati avevano già espletato le procedure relative allo stato di agitazione del personale dei comparti sanità, funzioni locali e funzioni centrali. Ora l'annuncio dello sciopero. La situazione nel Paese al tempo del Covid desta forte preoccupazione, hanno spiegato i sindacati, proprio in questo contesto i lavoratori pubblici hanno agito con estrema responsabilità: settore educativo, assistenti sociali, polizia locali, dipendenti degli enti che si occupano di previdenza e assistenza, medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari e sociosanitari, lavoratori della sicurezza. Tutti uomini e donne che, con mansioni diverse, da molti mesi sostengono la lotta contro il virus.

Questi lavoratori meritano un rinnovo dignitoso del contratto nazionale: "Con il Recovery Fund il paese dovrà correre più veloce e fare bene, sia dal punto di vista della progettazione che della spesa dei fondi europei. Non solo dobbiamo usarli per investimenti nel settore pubblico per dare più servizi e protezione ai cittadini, ma dobbiamo anche qualificare e valorizzare chi lavora nel sistema pubblico".