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Editoria

Poligrafici, la pensione è un miraggio

Editoria: Rcs annuncia 800 esuberi
Foto: Editoria: Rcs annuncia 800 esuberi (Foto Ricardo Francone da Flickr)
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La misura straordinaria contro la crisi ha permesso a chi aveva 35 anni di contributi di smettere di lavorare. Ma dopo un anno, gli assegni tardano ancora ad arrivare

Mesi di attesa senza avere alcuna risposta. Sono migliaia i poligrafici e i grafici usciti dalle aziende in anticipo, che non hanno ancora ricevuto l’assegno della pensione, pur rientrando tra i beneficiari della misura straordinaria che riconosce il prepensionamento con 35 anni, rispetto all’attuale normativa. Uno “stallo che sta mettendo a rischio la tenuta sociale di tanti lavoratori coinvolti- denuncia Gloria Guida, segretaria nazionale Slc Cgil – siamo di fronte a un blocco imbarazzante tra Inps e ministero del Lavoro”. Con la trasformazione in legge del decreto agosto, erano stati riaperti i termini di presentazione delle domande, ma i cavilli tecnici che impediscono la liquidazione delle pensioni non sono stati ancora risolti.

Come denunciano, in una nota, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom, a distanza di un anno non è ancora possibile, per coloro che ne hanno i requisiti, esercitare il diritto al prepensionamento.  “É urgente intervenire per rimuovere definitivamente gli ostacoli che impediscono un diritto garantito dal comma 500 della legge 160/2019” prosegue Guida, con riferimento alla misura straordinaria adottata dal sottosegretario con delega all’Editoria, Andrea Martella, per affrontare la crisi e la transizione digitale del settore. “I sindacati chiedono una risposta improcrastinabile per affrontare casi di inefficienze del sistema che si ripercuotono su lavoratori e famiglie in condizioni di assoluta gravità e senza alcuna forma di reddito".