Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

L'iniziativa

29 luglio, il sindacato riparte

Foto: Marco Merlini
Martina Toti
  • a
  • a
  • a

A Roma la conferenza stampa di presentazione della "Notte per il lavoro". I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Landini, Furlan e Bombardieri: "Torniamo in piazza per un nuovo progetto sociale che metta al centro il lavoro, i diritti, il valore delle persone"

Torneranno insieme Cgil, Cisl, Uil e torneranno in piazza. Mancano ormai poche ore all'appuntamento con "La notte per il lavoro". La prima di una serie di iniziative unitarie dopo la fine del lockdown. Lo hanno ribadito i tre segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri in una conferenza stampa alla vigilia dell'evento di Piazza Santi Apostoli a Roma. Ricostruire il Paese economicamente e socialmente, sollecitare il confronto improcrastinabile con il governo sui temi del lavoro, della crescita economica e del contrasto alle diseguaglianze: sono solo alcuni dei punti in agenda che guardano anche alle risorse messe a disposizione dall'Europa e a come indirizzarle nel senso di una maggiore e migliore giustizia sociale.  È la leader della Cisl la prima a snocciolare quelle che saranno le rivendicazioni centrali dell'iniziativa di domani (29 luglio) che cade mentre siamo - spiega Furlan - a un punto di svolta: dopo i 35mila morti causati dalla pandemia e con un nemico invisibile ancora presente, seppure più debole, occorre riallacciare il filo del confronto con l'esecutivo. Un dialogo serrato nei mesi più critici che aveva portato alla sigla di protocolli e accordi ma che dopo gli Stati Generali si è fermato. 

C'è il tema della sicurezza sul lavoro e quello degli investimenti, c'è la centralità del Mezzogiorno e quella delle infrastrutture materiali e immateriali, c'è il nodo di come investire le risorse messe a disposizione dall'Unione Europea e quello, per niente chiaro, di come riaprire le scuole. Ci sono i contratti pubblici e privati da rinnovare, le vecchie crisi industriali mai risolte che si sommano al bisogno di individuare e perseguire una politica industriale coerente. C'è l'urgenza di prorogare il blocco dei licenziamenti - finora già mezzo milione di persone ha perso la propria occupazione - , estendere gli ammortizzatori sociali e poi riformarli. 

Per Pierpaolo Bombardieri la notizia più importante resta il fatto che dopo tanto tempo si ritornerà in piazza, con tutte le limitazioni del caso, ma con la stessa energia di sempre. Un anno fa Cgil, Cisl e Uil chiedevano un'idea di paese diversa. Ed è proprio per quella idea che si manifesterà: per un modello di sviluppo da riscrivere anche alla luce di quanto è successo dallo scorso marzo. La speranza è che quei camion militari che avevano attraversato Bergamo nei momenti più bui, carichi di bare e morti, non solo non vengano dimenticati ma servano da monito: l'Italia, dice il neo segretario generale della Uil, deve diventare un Paese dove la vita sia rispettata, dove la sicurezza sul lavoro sia una certezza e una scelta cosciente del governo e dell'intera classe politica. Di politiche industriali da tempo non si ragiona più e invece - prosegue il dirigente del sindacato di via Lucullo - è tempo di scegliere e fare presto, di avere coraggio. Le tre sigle confederali chiedono un patto che raccolga tutti i principali attori sociali del Paese. Senza risposte - promettono - continueremo a manifestare.

Maurizio Landini ricorda le prossime scadenze: "Sono molto precise. Entro i primi di agosto ci sarà il cosiddetto assestamento di bilancio ed è proprio dentro quel provvedimento che esigiamo il blocco dei licenziamenti fino a fine anno e almeno 18 settimane di cassa Covid aggiuntiva perché la tutela e la protezione del lavoro sono oggi punti che vanno riaffermati.  Da settembre in avanti poi ci sarà la discussione sulla nuova legge di bilancio. Le priorità sono tante: una riforma fiscale vera che riduca la tassazione sia al lavoro dipendente che ai pensionati nel rispetto di quegli elementi di proporzionalità che la nostra Costituzione prevede; il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro e la cancellazione di quelli pirata proprio per riaffermare il valore della contrattazione condotta dalle organizzazioni maggiormente rappresentative". Le ripetute dichiarazioni del presidente di Confindustria Bonomi non sono piaciute. Lo dicono quasi all'unisono i tre sindacalisti: "Se ha proposte concrete ci chieda un incontro e discutiamone, tutto il resto sono solo esternazioni rilanciate attraverso i suoi giornali".

I soldi messi a disposizione dall'Europa sono moltissimi: 209 miliardi attraverso il Recovery Fund, altri 37 con il Mes che impone il vincolo di un investimento nel settore della sanità pubblica. Secondo Landini si tratta di "un cambiamento storico" per un'Europa che fino a pochi anni fa era segnata dal rigore e dall'austerità ma è anche "un'occasione irripetibile". "Nei prossimi mesi l'Italia dovrà presentare dei progetti all'Europa che li dovrà poi valutare e noi, che ci siamo battuti anche assieme al sindacato europeo, per gli eurobond, chiediamo di essere coinvolti nella fase di progettazione". Le proposte sono ambiziose: per il segretario generale della Cgil il nostro Paese "potrebbe essere non solo un polo logistico del Mediterraneo ma anche un polo culturale e turistico, capace di rilanciare così le aree interne a partire dal Mezzogiorno". Torna ancora e più volte la parola scelte: Landini propone la patente a punti per le imprese come misura concreta a favore della salute e della sicurezza dei lavoratori, investimenti seri sia nel settore scolastico che in quello della formazione permanente, politiche industriali sostenibili con una spinta alle energie rinnovabili, un nuovo sistema di mobilità e di costruzione delle città. Avanza la richiesta di modificare il decreto semplificazioni perché "la guardia non si deve mai abbassare" sugli appalti e sulla legalità. Ricorda le richieste sul fronte della previdenza e gli incontri con il ministro del Lavoro che si rinnoveranno con due tavoli a settembre dedicati alla legge sulla non autosufficienza e all'inclusione sociale. 

Intanto la notte per il lavoro è solo un percorso che riprende. La prossima tappa sarà proprio prima dell'autunno: il 18 settembre per la sicurezza sul lavoro. Un dovere per le tante lavoratrici e i tanti lavoratori essenziali "senza il lavoro dei quali - conclude Landini - il Paese non sarebbe potuto uscire dalle strette del lockdown né avrebbe potuto immaginare la ripartenza", una necessità per tutti coloro che non appena riprese le attività hanno ripreso a morire nei cantieri e nei luoghi di lavoro come prima, più di prima. Landini, Furlan e Bombardieri dialogheranno anche sul palco di Piazza Santi Apostoli. Prima di loro gli interventi di delegate e delegati perché la notte del 29 luglio sia davvero la loro: la notte per il lavoro.