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Cgil, per fase 2 serve cambio di passo

Il lungo inverno di Bergamo
Foto: Fp Bergamo
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I punti che Cgil, Fp e Flc Cgil hanno posto oggi al ministro per la Pa Fabiana Dadone

Per entrare nella fase 2 serve un cambio di passo nella pubblica amministrazione: garantire al meglio salute e sicurezza del personale, puntare sul lavoro agile, ripristinare corrette relazioni e investire in formazione, dando piena attuazione al protocollo sottoscritto da Ministero e sindacati. Sono alcuni dei punti che Cgil, Fp e Flc Cgil hanno posto oggi al ministro per la Pa Fabiana Dadone nell'incontro per discutere del lavoro pubblico.

"È indispensabile correggere al più presto quanto realizzato da molte amministrazioni in violazione delle misure di contenimento del contagio, nonché in violazione della stessa normativa emergenziale – sostiene il sindacato -. Punti di criticità che emergono anche nelle istituzioni scolastiche per le quali è mancato un impegno chiaro del ministero dell'Istruzione. Sono ancora troppe le amministrazioni che risultano inadempienti e per questo chiediamo un cambio di passo sul rispetto delle garanzie a tutela della salute del personale".

In coerenza con il protocollo del 3 aprile, Cgil, Fp e Flc chiedono che "preliminarmente al 4 maggio si attivi il confronto con Rsu e Rls in ogni luogo di lavoro per verificare strumenti e spazi per garantire il massimo della sicurezza, per i lavoratori e per gli utenti''. La fase 2 dovrà inoltre prevedere una elevata percentuale di personale in lavoro agile, consapevoli dell'opportunità di sfruttare questo terreno per introdurre elementi di innovazione dell'organizzazione del lavoro. Non solo. Il ricorso allo smart working deve diventare uno degli strumenti per rafforzare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, garantendo al tempo stesso il diritto alla disconnessione, alla sicurezza dei dati e alla partecipazione sindacale.

"Non possiamo però pensare che la fase di emergenza possa divenire la regola: - concludono Cgil, Fp e Flc -. Occorre ripristinare corrette relazioni sindacali, con la previsione di strumenti telematici per garantire il pieno rispetto delle prerogative sindacali, e investire in formazione continua. Infine, bisogna accelerare la fase di approfondimento e definizione di un nuovo ordinamento professionale e relativi sistemi di classificazione del personale alla luce delle novità organizzative che diventeranno strutturali".