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Qua la mano, nonostante la distanza

Qua la mano, nonostante la distanza
Foto: Marco Merlini
Simona Ciaramitaro
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La Fillea Cgil firma con due aziende, Pavimental e Ferretti, protocolli per garantire la ripresa del lavoro in questa fase della pandemia all'insegna della sicurezza dei lavoratori e delle buone relazioni sindacali

Nel settore delle costruzioni sono stati firmati due accordi per fare ripartire in sicurezza i cantieri a fronte della pandemia da Covid-19, con soddisfazioni dei rappresentanti dei lavoratori che si sono spesi e si spendono affinché la strada maestra sia quella delle buone relazioni sindacali. Il primo caso è quello del protocollo siglato da Fillea Cgil, da Feneal Uil, Filca Cisl di Firenze e Pavimental per far ripartire i lavori nel cantiere della A1 di Barberino del Mugello-Calenzano. Tra le misure di contenimento del Coronavirus tute integrali (anche catarifrangenti), dotazione quotidiana di mascherine e guanti, igienizzazioni, percorsi delimitati per la distanza sociale, misurazione della temperatura corporea, esami seriologici. Marco Carletti, segretario generale della Fillea Cgil di Firenze, aggiunge che alle suddette misure si aggiungono la formazione per i lavoratori, cartelli informativi sui comportamenti da tenere; un servizio navetta per i pendolari e l’impegno dell’azienda a predisporre uno spazio di isolamento per chi dovesse manifestare sintomi di infezione con un servizio di infermeria attivo 24 ore su 24.

Carletti sottolinea l’assunzione di responsabilità da parte delle organizzazioni sindacali, “il lavoro dei delegati e dell'azienda per tornare a lavorare”, avendo come punto di riferimento la salute di tutti, trovando un accordo su procedure e regolamentazioni certe. “Stiamo allargando il protocollo anche a un altro cantiere della A1 – ci dice - e al sottopasso dell’alta velocità, il cui cantiere ci auguriamo sia riaperto al più presto”. Il segretario generale della Fillea tiene anche a ricordare che “in questo Paese i corpi intermedi servono e non sono un orpello” e che lo si vede anche nel momento in cui, “su 2000 richieste di cassa integrazione aperte, 600 vedono i verbali firmati, di cui 400 con l’anticipo da parte dell’azienda”.  

Anche per i lavoratori della Ferretti Group, leader mondiale nella costruzione e commercializzazione di motor yacht e navi da diporto, è stato sottoscritto dai sindacati un protocollo per la gestione e il contrasto alla diffusione del Covid-19. Il documento prevede tutte le disposizioni sanitarie in tutela della salute, ma anche la costituzione di un comitato composto da datore di lavoro, servizio protezione e prevenzione, direzione di stabilimento, medico competente, organizzazioni sindacali RSU/RLS di ogni singolo cantiere del gruppo. “La filosofia è quella del confronto quotidiano – ci spiega Maurizio Maurizzi, segretario nazionale della Fillea Cgil – e, se c’è da modificare l’organizzazione del lavoro, lo si discute con i lavoratori e quindi con le organizzazioni sindacali, ben sapendo che, almeno fino a quando ci sarà l’emergenza pandemia, il modo di lavorare può cambiare. Gli assembramenti da evitare, i distanziamenti da rispettare e altri fattori modificano l’organizzazione del lavoro, turni, orari, carichi, quindi c’è l’impegno ben preciso delle parti per avere un confronto preventivo in modo da trovare tutti gli equilibri del caso per la tutela e la garanzia dei lavoratori”. Alla Ferretti, come ci spiega Maurizzi, si stanno costruendo le condizioni per lavorare in sicurezza quando ci sarà la ripartenza e il sindacato è pronto a rivendicare con tutti i mezzi l’applicazione del protocollo, se sarà necessario, e a fare verifiche costanti o aggiustamenti nel caso dovessero sorgere nuove problematiche. 

Tanto Caretti quanto Maurizzi concordano nel dire che i protocolli sottoscritti dalla Fillea Cgil sono riproducibili anche per gli altri cantieri, adattandoli in base alla specificità dei diversi settori, quello edile come quelli del legno, delle cave, dei cantieri nautici e di tutte le fabbriche, affinché tutti gli addetti possano andare al lavoro senza rischiare di ammalarsi o di contagiare i propri familiari una volta tornati a casa. I risultati ottenuti, sottolineano entrambi, sono il frutto del lavoro di anni da parte del sindacato per stabilire relazioni con le aziende che abbiano i giusti rapporti di forza. Ora, se si vuole uscire tutti quanti insieme da questa pesante crisi e affrontare la ripresa in modo sicuro, sono necessari un cambio di passo e misure di sicurezza più severe.