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Mascherine per i rider che consegnano i pasti a casa

Mascherine per i rider che consegnano i pasti a casa
Foto: Marco Merlini
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Iniziativa congiunta tra Comune e Cgil che hanno avviato oggi per ovviare alla mancanza di dispositivi di protezione che i fattorini in bici lamentano da tempo

Mascherine per i rider che consegnano i pasti a casa: è l'iniziativa che il Comune di Bergamo e Cgil Bergamo hanno avviato oggi per ovviare alla mancanza di dispositivi di protezione che i fattorini in bici lamentano da tempo senza alcuna risposta da parte delle società di food delivery per le quali lavorano. “La sicurezza è il primo dei requisiti per poter svolgere un’attività lavorativa necessaria, come appunto è quella della consegna dei pasti nelle case dei nostri concittadini in questo periodo di emergenza coronavirus. - racconta il sindaco Giorgio Gori - Da una settimana la mascherina è obbligatoria su tutto il territorio lombardo e per cercare di ovviare alla situazione dei rider, ai quali le app di food delivery non garantiscono dispositivi di protezione di alcun genere per svolgere il proprio lavoro, abbiamo messo a disposizione 250 mascherine per i rider, a cui, grazie alla collaborazione con la Cgil, verranno fornite anche delle una guide in più lingue per consentire di lavorare in piena sicurezza”.

Contattando il numero 375.5893180 sarà possibile avere informazioni per ottenere l'adeguata protezione. "Iniziamo oggi - commenta Francesco Chiesa, Nidil Cgil e Toolbox - a distribuire ai rider le mascherine fornite dal Comune di Bergamo. Troviamo assurdo che sia un ente pubblico a fornirle, soprattutto perché la legge introdotta a novembre obbliga le app di food delivery a dotare i propri rider di dispositivi di protezione gratuiti. Ad oggi non ci risulta siano stati consegnati. È più di un mese che i 30 fattorini in bici, attivi in città, si attrezzano a proprie spese (solo Deliveroo garantisce un rimborso massimo di 25 per i prodotti sanitari acquistati). A Firenze un rider ha già ottenuto che un giudice obbligasse la piattaforma a fornire tutti i Dpi. Anche noi siamo pronti a ricorrere alle vie legali nel caso in cui le applicazioni non forniscano immediatamente quanto dovuto”.