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Un risultato essenziale

«Nessuno deve essere licenziato»
Foto: Marco Merlini
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L'intesa è arrivata. Sindacati e governo hanno rivisto e ridotto l'elenco delle attività produttive considerate indispensabili per il Paese. Landini in un video: "Abbiamo cambiato l'elenco che era uscito domenica sera, è un passo importante"

“Nel confronto con il governo abbiamo ridotto il numero delle attività essenziali. Abbiamo cambiato l'elenco che era uscito domenica sera. È un risultato importante, perché abbiamo ridotto il numero di persone che dovrà andare a lavorare e abbiamo chiarito quelli che sono i settori essenziali e non è le produzioni che invece, in questo momento, è utile sospendere per la salute e la sicurezza di tutti". A dirlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini al termine del lungo confronto tra governo e sindacati sulll'integrazione all'elenco delle aziende essenziali che potranno derogare dallo stop previsto con il Dpcm delle 22 marzo scorso per fronteggiare il coronavirus. 

"Tutti quelli che dovranno andare a lavorare nella sanità, nell'agroalimentare, nel commercio, nei trasporti, e anche in alcune attività industriali essenziali – precisa Landini – devono poter lavorare in sicurezza. Sarà nostro impegno non lasciare solo nessun lavoratore e far applicare il protocollo in tutti i posti di lavoro". Inoltre, "i perfetti in ogni territorio oggi hanno anche l'obbligo di informare di coinvolgere le organizzazioni sindacali per verificare che tutto questo sia applicato". 

A breve ci sarà un incontro a livello nazionale con il governo per monitorare che questo avvenga. "Credo che questo sia un risultato frutto di tutto ciò che Abbiamo fatto in questi giorni", aggiunge il segretario della Cgil: "Ringrazio davvero tutti quelli che ci hanno sostenuto, che hanno rimesso al centro la salute e la sicurezza di tutti. Credo che sia molto importante per sconfiggere il virus unire questo paese Noi abbiamo bisogno che la paura legittima che oggi c'è non si trasformi in rabbia, e perché questo avvenga abbiamo bisogno che nessuno si senta da solo. Il nostro ruolo sindacale è applicare il protocollo sulla sicurezza, ma essere anche in grado di dire che il paese uscirà da questa crisi se si rimette al centro il lavoro, la sicurezza e soprattutto se tutti insieme proviamo a fare questa battaglia. E vedrete che tutti insieme ce la facciamo. Forza, coraggio e unità – conclude –, è il momento di tirare fuori tutta la nostra intelligenza e tutta la nostra solidarietà".