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Arriva il protocollo per la sicurezza in Sanità

Forza di volontà
Foto: Matteo Biatta/Ag.Sintesi
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Firmato da Cgil, Cisl, Uil dal ministero della Salute, il testo serve a garantire a tutto il personale standard di protezione rigorosi. I sindacati: “Il Sistema sanitario nazionale centrale oggi e in futuro”. Istituito un Comitato nazionale

E’ arrivato oggi l’accordo fra i sindacati e Speranza sulla sicurezza dei lavoratori della Sanità. Il ministro della Salute e Cgil, Cisl e Uil, sia confederali che di categoria, hanno firmato un ‘Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della sanità in ordine all'emergenza da Covid-19'. Il testo, affermano i sindacati, “prevede importanti e specifiche previsioni per tutti i lavoratori impegnati in prima linea nel contrasto alla pandemia”.

Il protocollo è “la naturale integrazione” del testo siglato tra Cgil, Cisl e Uil nella notte di sabato 14 marzo, e riconosce “l’importanza fondamentale del Servizio sanitario nazionale nell’attuale momento di drammatica emergenza e per il futuro”. Infatti, spiega la nota, oltre a declinare e integrare le “più opportune e rigorose precauzioni di profilassi per tutti i medici, i professionisti sanitari e tutti gli operatori della sanità, inclusi i servizi della medicina ambulatoriale e del territorio”, prevede l’istituzione di un ‘Comitato nazionale’ che si avvarrà della partecipazione dei sindacati per il continuo monitoraggio delle situazioni. Il comitato vedrà anche “il coinvolgimento territoriale dei rappresentanti aziendali dei lavoratori e della sicurezza e, soprattutto, per importanti misure finalizzate a garantire la salute dei lavoratori del settore e degli stessi cittadini del Paese”.

Nello specifico, “il protocollo interviene per garantire a tutto il personale che opera nei servizi sanitari gli standard di protezione in maniera rigorosa”. Prevede, continuano Cgil, Cisl, Uil e le categorie, particolare attenzione “alla necessità di fornire agli operatori gli adeguati dispositivi di protezione individuale” e, soprattutto, “pone la necessità di assicurare a tutto il personale esposto l’effettuazione dei fondamentali test diagnostici, prevedendo anche la loro ripetizione nel tempo, secondo criteri stabiliti dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid-19”.

Infine, “l’accordo interviene anche in ordine alle misure di sanificazione degli ambienti di lavoro e insiste sulla necessità di adeguare le dotazioni organiche del sistema sanitario attraverso misure straordinarie di assunzione e di stabilizzazione dell’attuale personale precario”.

“Cgil, Cisl e Uil confederali e di Categoria - conclude la nota - hanno fermamente voluto questo nuovo protocollo e sono impegnate a farlo applicare per far fronte allo sforzo quotidiano, anche oltre le proprie possibilità fisiche, che il personale del Servizio sanitario svolge con abnegazione esemplare sul fronte dell’attuale epidemia, che purtroppo continua a registrare fra gli operatori crescenti casi di contagio e fin troppi caduti sul campo”.