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Il valore della memoria

Il valore della memoria
Foto: foto da www.romaebraica.it
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La lezione della senatrice a vita Liliana Segre a RadioArticolo1: "Sono trent'anni che vado nelle scuole, come testimone diretta degli orrendi crimini nazifascisti, e ai ragazzi dico: 'Siate vigili, mai indifferenti, e non fatevi travolgere dall'odio'"

La puntata di 'Quadrato rosso. la formazione va in rete' del 1° luglio 2019 è stata dedicata alla seconda giornata del festival della formazione di Bologna, dove si è discusso del valore della memoria e delle ritorsioni fasciste, xenofobe e razziste dei giorni nostri, tanto che da più parti si parla della necessità di rialzare le difese per riaffermare la nostra democrazia e i nostri valori. Liliana Segre, nata nel 1930, a Milano, in una famiglia ebraica laica, è stata una delle vittime delle leggi razziali, poi deportata in un campo di concentramento, dov'è sopravvissuta per miracolo. Oggi è senatrice a vita.

"Ero una bambina e frequentavo la scuola pubblica, quando nel 1938 ne fui espulsa, perché avevo la colpa di essere ebrea. Lì, mi accorsi di essere considerata diversa e come tale lo sono rimasta tutta la vita. Allora non capivo molte cose, oggi capisco e sono orgogliosa e fiera della mia diversità. Quando, ottant'anni dopo la promulgazione delle leggi razziali, sono stata nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica, mi sono presentata così: 'È un onore per me e un’emozione particolare che non mi fa dimenticare quello che ho subìto allora dai nazifascisti, che portarono pian piano a isolare circa 40.000 cittadini italiani di religione ebraica, con la persecuzione, l’arresto e la deportazione, che io ho attraversato con le mie povere forze di allora e, stranamente per caso, sono sopravvissuta ad Auschwitz', ricorda la senatrice.

"Dopo aver perso tutta la mia famiglia, da trent'anni ho iniziato a insegnare nelle scuole, in quanto testimone di quegli orrendi crimini. Mi rivolgo ai giovani e parlo loro di forza e impegno nelle cose che fanno, che la vita vinca sempre sulla morte, che l’amore vinca sempre sull’odio. Anche oggi ho la stessa intenzione di non parlare mai dell’odio che traspira da un’infinità di situazioni, tanto che ho proposto un disegno di legge contro le parole dell’odio, perché nella mia lunga vita ho visto che dalle parole si passa ai fatti nell’indifferenza generale. E purtroppo, non si torna indietro. Gli odiatori seriali di professione sono molto abili e non si stancano mai; hanno una grande forza, mentre la gente si lascia andare senza prestare attenzione. Questo cerco d'inculcare ai ragazzi, ai quali ripeto: siate vigili, non fatevi travolgere dall'odio", rileva Segre.

"Altra cosa, cui tengo moltissimo, è che senza la storia si può diventare indifferenti, perchè se non ricordi, se non vai indietro nel tempo, non puoi capire. Oggi si tende ad annullare la storia anche nei programmi scolastici, con la scusa che appena il 3% degli studenti sceglie il tema di storia alla maturità. Però la colpa non è degli studenti, ma di chi ha lasciato la storia come una materia negletta, da trascurare. Capisco che la quantità di notizie è tale che si trascurano molte cose, i ragazzi col telefonino si interessano solo del presente, non c’è passato e non c’è futuro. Ecco il grande compito dei grandi educatori, mai essere indifferenti, altrimenti si alza qualcuno che dice 'ci penso io a voi'. Non bisogna mai delegare. È una situazione che ho già conosciuto, ma oggi, per fortuna, non c'è bisogno di gridare, perchè si vota", conclude Segre.

Primo delitto del fascismo fu l’assassinio di Giacomo Matteotti a Roma il 10 giugno 1924. Il segretario del Partito socialista usava la parola e per questo venne eliminato. Denunciò i fascisti usando termini quali malversazione, violenza, odio. E per quelle parole fu rapito, torturato e ucciso. A Bologna è stata presentata una graphic novel tutta incentrata su quella vicenda storica, da Manuel De Carli, il disegnatore che l'ha realizzata assieme all'ideatore Francesco Barilli.

"Ci siamo chiesti: perché trasformare in disegni una storia così drammatica? In realtà, abbiamo cercato di ricostruire una vicenda che riguarda il nostro Paese, con l’ausilio dei fumetti. Abbiamo ripercorso tutte le tappe della storia della destra italiana, dal fascismo alla strategia della tensione con le bombe nelle piazze, fino ad arrivare al G8 di Genova 2001. L’ha pensata Francesco e io l’ho messa a punto grazie a disegni di facile e immediato impatto. Sottolineo il valore del disegno e della parola che l'accompagna: un linguaggio che nella coscienza collettiva è riservato all’intrattenimento. Ma non è così. Il fumetto è una sintesi straordinaria di materiali e storie complesse. Il passaggio sostanziale è la possibilità di saltare con una certa libertà fra nozionismi, avvenimenti e ricorsi storici, attraverso un gioco temporale", spiega De Carli.

"Tutta la parte storica e documentaristica è raccontata da uno speaker degli anni Venti. Che viene ascoltato al giorno d'oggi, nella nostra contemporaneità. Raccontiamo ciò che avviene in un covo di fascisti e poi focalizziamo l'attenzione su un altro spaccato: la storia di Amerigo Dumini, lo squadrista che ha eseguito materialmente il rapimento e l’uccisione di Matteotti. L’intenzione era di raccontare un fascista della prima ora, violento, che applicava i principi del fascismo, ma che poi diventa tutt’altro e rinnega quei principi con una tragica morte. Abbiamo sfruttato appieno il fumetto e la sua immediatezza, evitando la saggistica e l’aspetto pedissequo del racconto storico, illustrandolo con una prospettiva davvero diversa", aggiunge De Carli.

Il fumetto che racconta l’Italia dal 1924 al 2001, attraverso uno speaker che risveglia le coscienze degli ascoltatori di oggi, è acquistabile in una libreria di fiducia. Oppure lo si può ordinare nei circuiti classici, o ancora, su un Bookshop, al sito casa editrice Beccogiallo.