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Crs4: Fiom-Rsu Cagliari, situazione insostenibile

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Il sindacato: "Violati il ccnl e le norme sul lavoro a tempo, oltre a mettere a rischio la stessa operatività del centro di ricerca, le cui attività sono basate, per il 50%, proprio sul lavoro dei precari storici, alcuni operanti da più di dieci anni"

Anche i lavoratori del Crs4 partecipano allo sciopero nazionale di otto ore, proclamato per domani, 14 giugno, da Fiom, Fim e Uilm, per richiamare l’attenzione sul futuro delle attività industriali e sull’esigenza di una politica che rilanci le produzioni e difenda il lavoro. A tali motivazioni, Fiom Cagliari, Rsu e lavoratori del Crs4 sommano la protesta contro la mancata trasformazione dei contratti di ricercatori e tecnologi da tempo determinato a indeterminato.

"Una situazione ormai insostenibile, che viola il contratto collettivo e le norme sul lavoro a tempo, oltre a mettere a rischio la stessa operatività del centro di ricerca, le cui attività sono basate, per il 50%, proprio sul lavoro dei precari storici, alcuni operanti da più di dieci anni", osserva il sindacato.

La protesta dei lavoratori aveva portato all'approvazione di una delibera della precedente giunta regionale, volta a stabilizzare l'organico, sulla base di un fabbisogno di personale che avrebbero dovuto stilare i vertici del Centro e di Sardegna Ricerche.

“A distanza di quasi sei mesi e nonostante le ripetute sollecitazioni da parte nostra – denuncia la Fiom –, questo piano, inspiegabilmente, non è stato prodotto e le conseguenze rischiano di essere deleterie per il futuro del Crs4, sia per i contenziosi legali con i propri lavoratori sia per le controversie con le aziende coinvolte in progetti di ricerca condivisi, nel caso in cui risultasse inadempiente per mancanza di personale”.

L’auspicio è che si rimedi nei tempi più stretti a tale situazione di vera e propria emergenza: “Vogliamo sia garantita la prosecuzione delle importanti attività che il Crs4 svolge – concludono Fiom e Rsu –, e che siano preservate le professionalità esistenti, attraverso l'assunzione dei lavoratori che hanno maturato il diritto alla stabilizzazione”.