Il Silp, il sindacato italiano lavoratori Polizia della Cgil, ha espresso la propria posizione sui gravi fatti di Rogoredo a Milano. Di ieri la notizia che il poliziotto Carmelo Cinturrino è stato fermato dalla polizia con l’accusa di omicidio volontario dopo che il 26 gennaio scorso aveva sparato al 28enne Abderrahim Mansouri nel boschetto dello spaccio. Le indagini hanno smentito la versione iniziale del poliziotto che aveva detto di aver sparato perché minacciato con una pistola. 

“Questa – ha detto il segretario generale del Silp, Pietro Colapietro, al programma “Tutta la città ne parla” in onda su Radio Rai3 – è una bruttissima storia, sotto gli occhi di tutti. Lo diciamo da tempo: il clima non aiuta. Le uniformi non vanno tirate per la giacchetta. L’unico faro deve rimanere la Costituzione e le leggi. Le dichiarazioni immediate e il dibattito sullo scudo penale non favoriscono la fiducia dei cittadini nelle forze di polizia. Eppure la Polizia di Stato ha dimostrato, con la rapidità degli accertamenti, di saper arrivare in pochissimo tempo alla verità, nell’interesse di tutti”.

Colapietro, Silp Cgil: “Chiediamo tutele vere, non scudi penali”

“Chiediamo tutele vere – ha continuato Colapietro –, non scudi penali: sostegno economico reale, perché nessuno può affrontare da solo le spese iniziali, salari dignitosi, turni umani invece di doppi o tripli con retribuzioni basse e straordinari pagati dopo due anni. Chi ha a cuore le divise deve metterle nelle condizioni di lavorare bene, di essere aiutato e soccorso, di vivere condizioni di vita e lavoro dignitose. La politica deve smettere con proclami e propaganda: servono interventi concreti, non chiacchiere. La stragrande maggioranza di noi svolge questo mestiere bellissimo con dedizione e onestà. Va sostenuta con fatti, non usata per tornaconti elettorali”.

“La Polizia esiste per aiutare, soprattutto i più deboli: tutto il resto è inaccettabile”

“Un criminale non può indossare un’uniforme, lo ha detto chiaramente il Capo della Polizia e lo condividiamo pienamente. Ma questa vicenda dimostra anche quanto sia essenziale la fiducia reciproca tra magistratura e forze dell’ordine: non si può dividere chi lavora nella stessa direzione – ha aggiunto Colapietro –. Episodi di violenza, da chiunque commessi, devono essere considerati inammissibili e relegati ai margini. La Polizia esiste per aiutare, soprattutto i più deboli: tutto il resto è inaccettabile. La Polizia di Stato è di tutti i cittadini, non di una parte politica”.

“Serve investire seriamente – ha concluso Colapietro – in formazione a tutti i livelli: per prevenire, gestire eventi estremi, leggere le situazioni operative, affrontare lo stress psico-fisico. Il debriefing psicologico immediato dopo un episodio grave dovrebbe essere automatico, perché situazioni drammatiche come queste – e tante altre che sono all’ordine del giorno – possono contribuire al verificarsi anche di atti estremi, come i suicidi. Abbiamo fatto passi avanti, ma c’è ancora molto da fare: la formazione deve rimanere centrale, senza sacrifici per coprire carenze d’organico strutturali. Come Silp Cgil rinnoviamo l’impegno per una Polizia al servizio dei cittadini, radicata nei principi costituzionali, dotata di tutele adeguate, formazione di qualità e risorse reali, lontana da ogni strumentalizzazione”.