Non si usi quanto accaduto a Modena per alimentare la paura e fare propaganda con scorciatoie etniche, sul disagio psichiatrico servono risposte politiche. È questo, in sintesi, il senso della lettera degli amministratori di seconda generazione, di origine straniera e con cittadinanza italiana, redatta subito dopo che il 16 maggio scorso a Modena Salim El Koudri (italiano nato in provincia di Bergamo da famiglia di origine marocchina) si è lanciato con la sua auto sulla folla. Un atto fortemente condannato dagli estensori dell’appello. 

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La lettera è firmata da una quarantina di amministratori locali di origine straniera di diversi schieramenti politici e da rappresentanti delle associazioni di seconda generazione, dal CoNNGi a Italiani senza cittadinanza. Tra gli amministratori ci sono Amir Atrous (responsabile immigrazione di Forza Italia a Milano) e Simohamed Kaabour (consigliere comunale del Pd a Genova), che nel podcast spiegano ragioni e contenuti dell’appello. 

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I firmatari della lettera concludono facendo sapere che il 2 giugno saranno nelle piazze “da italiane e italiani per celebrare la Repubblica, la democrazia, la libertà e gli ottant’anni dal suffragio universale. Crediamo in un’Italia plurale, democratica, giusta. Un’Italia capace di somigliare alla grande piazza di Modena: una comunità che, anche nelle ore più difficili, reagisce restando unita. Una città che non si lascia spezzare dalla paura. Un Paese che cerca verità, giustizia e cura, non odio”.