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È in programma oggi, mercoledì 9 settembre, alle 13 in piazza Capranica, a Montecitorio, la mobilitazione nazionale contro il cosiddetto "Ddl Antisemitismo". In piazza sono attese oltre cento organizzazioni, tra associazioni, sindacati, realtà del mondo dell'informazione, della scuola e dell'università, movimenti per la Palestina e organizzazioni della società civile. Tra le adesioni figurano Amnesty International, BDS Italia, Arci, Fnsi e Rete Nobavaglio. Alla manifestazione partecipano anche la Cgil Roma e Lazio e la Cgil Napoli.
La protesta coincide con la discussione del provvedimento alla Camera. I promotori contestano soprattutto l'adozione della definizione operativa di antisemitismo dell'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), sostenendo che possa restringere gli spazi della libertà politica, culturale e accademica.
Il nodo è il rapporto tra antisemitismo, antisionismo e critica delle politiche israeliane. "Antisionismo non è antisemitismo", sostengono i promotori, che chiedono di mantenere pienamente legittima la critica a uno Stato, alle sue istituzioni e alle sue politiche. Il ddl potrebbe produrre effetti sulla libertà di espressione anche nelle università, nella ricerca, nell'informazione e nell'associazionismo.
I promotori del presidio sottolineano che è "inaccettabile che la denuncia dell'occupazione dei territori palestinesi, dell'apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio in corso a Gaza possa essere ricondotta automaticamente all'antisemitismo. La critica politica a uno Stato, alle sue istituzioni, alle sue politiche e alla sua condotta militare deve rimanere pienamente legittima all'interno di una società democratica".
Che cosa prevede il ddl
Il disegno di legge n. 1004 interviene su quattro aree principali: definizione dell'antisemitismo, formazione, prevenzione nelle scuole e nelle università, norme penali. L'articolo 1 recepisce integralmente la definizione operativa approvata dall'IHRA nel 2016. Il testo prevede anche un monitoraggio biennale del fenomeno da parte della Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali.
L'articolo 2 introduce corsi di formazione per militari, magistrati, personale prefettizio, forze di polizia, insegnanti, docenti e ricercatori universitari. Per la polizia sono previste indicazioni specifiche sulla redazione dei verbali di denuncia. Nelle scuole vengono inoltre previsti corsi annuali per gli studenti contro le manifestazioni di antisemitismo, "incluso l'antisionismo". È uno dei passaggi più contestati dai promotori della manifestazione.
L'articolo 3 affida a un regolamento la definizione delle procedure per prevenire e segnalare tempestivamente atti razzisti o antisemiti negli istituti scolastici e nelle università. Sono previste sanzioni disciplinari per il personale che violi gli obblighi stabiliti.
L'articolo 4 modifica l'articolo 604-bis del codice penale. La disciplina viene estesa alla propaganda o istigazione fondata sull'ostilità, discriminazione o violenza contro gli ebrei e i loro beni, oltre che alla negazione della Shoah, del diritto di Israele a esistere o alla propugnazione della sua distruzione. Per i reati commessi attraverso simboli, immagini od oggetti che esprimono odio o negazionismo, la pena può aumentare fino alla metà.

























