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“La Cgil condanna con fermezza le violenze avvenute ieri a Torino. La violenza non è mai una risposta e non può essere tollerata in alcuna forma. Esprimiamo solidarietà a tutti gli agenti e le agenti coinvolti negli scontri”. Lo dice Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil, a seguito degli episodi di violenza registrati ieri nel capoluogo piemontese durante la manifestazione organizzata a sostegno del centro sociale Askatasuna sgomberato nei mesi scorsi.
“Solidarietà ad agenti feriti”
“Siamo vicini ad Alessandro Calista, vigliaccamente accerchiato e colpito da un gruppo di delinquenti che ci auguriamo venga identificato e punito. Chi pensa di imporre le proprie idee con la violenza attacca la democrazia e alimenta un clima pericoloso. E questi atti – sottolinea la dirigente sindacale – offendono anche le migliaia di donne e uomini che hanno manifestato pacificamente”. Una denuncia ferma, contro le devastazioni e violenza che nulla hanno a che vedere con le proteste di piazza.
Fermo restando la condanna e la solidarietà per chi è stato aggredito, Ghiglione sottolinea come “le tensioni che attraversano Torino, anche alla luce delle operazioni e delle vicende che hanno riguardato il centro sociale Askatasuna e le manifestazioni dei mesi scorsi, non possono essere affrontate esclusivamente sul piano dell’ordine pubblico”.
“Violenza non sia pretesto per reprimere dissenso”
Il clima sociale, ricorda Ghiglione, è sempre più segnato da paura, rabbia e polarizzazione “e quando il conflitto viene ridotto a questione di sicurezza e non di diritti, quando il disagio sociale viene ignorato o represso, si rischia di spingere ulteriormente il Paese verso una deriva”.
Per questo “è necessario ricostruire un clima democratico fondato sul rispetto reciproco, sul dialogo e su politiche capaci di affrontare le cause profonde delle tensioni: precarietà, disuguaglianze, marginalità sociale, mancanza di prospettive”, aggiunge la segretaria confederale” perché “la sicurezza vera si costruisce con la giustizia sociale, il lavoro dignitoso, la partecipazione e dal riconoscimento dei diritti. È questo il terreno su cui si costruisce una società più coesa”.
“Sempre dalla parte della democrazia”
Senza se e senza ma “la Cgil sta senza se e senza ma dalla parte della democrazia e della legalità costituzionale, e respinge ogni forma di estremismo. Il conflitto sociale deve trovare spazio esclusivamente nella mobilitazione pacifica e nella partecipazione democratica. Allo stesso tempo, la violenza non può essere usata per zittire il dissenso legittimo”, conclude Ghiglione.






















