La Slc Cgil esprime “forte preoccupazione e indignazione” per la decisione della Commissione Affari costituzionali della Camera di bocciare gli emendamenti che avrebbero consentito a lavoratori e studenti fuori sede di esercitare il diritto di voto nel comune di domicilio in occasione del referendum sulla giustizia.

Una scelta che, secondo il sindacato, rappresenta un grave passo indietro sul terreno dei diritti democratici, soprattutto alla luce del fatto che nelle consultazioni del 2024 e del 2025 il voto fuori sede era già stato sperimentato “con successo e senza criticità procedurali”. Nonostante ciò, il governo e la maggioranza hanno deciso di non prorogare la misura.

Le conseguenze, avverte la Slc Cgil, sono tutt’altro che marginali. Si stima che la mancata estensione del voto fuori sede colpirà circa cinque milioni di cittadine e cittadini, costretti a sostenere spese e viaggi onerosi per poter esercitare un diritto sancito dalla Costituzione. Un ostacolo che rischia di tradursi, nei fatti, in una limitazione dell’accesso al voto.

Particolarmente pesante l’impatto per il settore dello spettacolo e dello sport. Migliaia di lavoratrici e lavoratori sono infatti impegnati quotidianamente lontano dal proprio comune di residenza per tournée, produzioni audiovisive, eventi sportivi, spettacoli dal vivo e competizioni. Una mobilità che non è una scelta individuale, ma una condizione strutturale del lavoro.

Impedire a queste persone di votare nel luogo in cui si trovano per ragioni professionali significa, secondo il sindacato, negare nei fatti un diritto costituzionale, penalizzandole per la natura stessa dell’attività che svolgono. Una discriminazione che si inserisce in un quadro già segnato da livelli di astensione definiti “allarmanti”.

“È inaccettabile che, in un Paese attraversato da una crescente disaffezione al voto, si scelga deliberatamente di restringere le possibilità di partecipazione democratica”, sottolinea la Slc Cgil, ribadendo che “la democrazia si rafforza ampliando i diritti, non comprimendoli”.

Da qui l’appello al Parlamento affinché intervenga immediatamente per ripristinare il voto fuori sede, trasformandolo in una misura stabile e strutturale, come già richiesto da migliaia di cittadine e cittadini attraverso le recenti iniziative legislative popolari. La Slc Cgil annuncia infine che continuerà a battersi affinché a ogni lavoratore e lavoratrice, indipendentemente dal settore e dal luogo in cui si trova, sia garantito il pieno esercizio del diritto di voto.