“Sui referendum ci sono le condizioni per farcela”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo all’incontro di oggi con la Fnsi sui temi del lavoro e sui quesiti referendari del sindacati di Corso d’Italia. La Federazione della Stampa ha ribadito il proprio appoggio.

“È importante – ha detto Landini – raggiungere e superare le 500mila firme e depositarle. Ci sono tutte le condizioni per potercela fare e determinare un cambiamento sostanziale”. La campagna referendaria, quindi, “va vista come elemento capace di costruire un progetto di società differente e proporre una nuova cultura che riparta dal lavoro. La discussione non è riconducibile solo ai quattro quesiti referendari, ma al significato del processo sociale e politico e anche sindacale che stiamo attivando”. La battaglia ha un significato generale, ha sottolineato, perché “siamo in presenza di una rottura democratica. Il governo rifiuta il confronto e usa la maggioranza in Parlamento come una clava”.

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“L’attuale sistema di fare impresa uccide i lavoratori. I morti sul lavoro non sono una casualità”. Questo un altro passaggio dell’intervento. “La legislazione che è stata varata in questi anni – ha spiegato Landini – ha determinato un aumento della precarietà senza precedenti e ha cambiato l'organizzazione delle imprese. La possibilità di riorganizzarsi con appalti, subappalti, finte cooperative ha creato un modello di fare impresa sulla riduzione dei costi e dei diritti”.

Attualmente sono circa 10 milioni i lavoratori in attesa del rinnovo del contratto nel 2024. “Più di 10 milioni hanno il problema del rinnovo, a partire dall'aumento del salario”. Tra questi, ha ricordato, ci sono gli addetti del pubblico impiego, i metalmeccanici, le telecomunicazioni, i tessili, ma anche gli edili e una parte del turismo e ristorazione.