Oggi è la festa della mamma. Il giorno perfetto per parlare dell’inganno della paternità moderna. Spoiler: non è un j’accuse rivolto ai padri. Siamo tutti d’accordo: le nuove generazioni stanno ridefinendo il concetto di paternità. I padri sono presenti e premurosi. Cullano, allattano, cambiano pannolini, cucinano. Li vedi persino in giro con i neonati nel marsupio mentre fanno la spesa al mercato, suscitando la stessa commozione di un barboncino al guinzaglio. Sicuramente più di una madre col marsupio – che “fa il dovere suo”. – Insomma la conciliazione non è più una questione solo femminile.

Eppure, dietro questa rivoluzione culturale epocale si cela l’inganno della paternità moderna. Non è un’accusa scagliata contro i papà, bensì un invito a prendere atto che c’è una discrepanza tra l'ideale del nuovo padre presente e la complessa realtà vissuta da molti uomini, sospesi tra vecchi stereotipi e nuove aspettative. Perché i padri saranno pure disposti a esserci ma, tanto per cominciare, si scontrano con politiche familiari e lavorative totalmente impreparate a sostenere questo cambio di prospettiva.

Ma c’è un altro grande tema: il “carico mentale”, ovvero il lavoro invisibile di pianificazione e organizzazione quotidiana che resta ancora, per il 70%, appannaggio delle madri – e se no perché si chiamerebbe chat delle mamme, no? – La gestione cognitiva quotidiana è un fardello che porta a stress cronico, ansia e burnout e comporta un vero e proprio furto di tempo: un padre “presente” non rinuncia alla sua partita di calcetto, alla birra con gli amici, a coltivare le sue passioni. Una madre spesso deve farlo, perché non le restano più né spazio né tempo al di fuori del lavoro di cura.

Il mito del papà eroe non ci basta più. La parità autentica non richiede un semplice aiuto pratico, ma una reale condivisione delle responsabilità, che ci obbliga a rinegoziare continuamente i ruoli all'interno della coppia e della società. E impone al maschio bianco e cisgender di rinunciare al privilegio più grande di tutti: il tempo per sé.