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La Cgil Lombardia ribadisce il proprio netto dissenso rispetto alla pre-intesa raggiunta fra Regione Lombardia e Governo sull’attribuzione dell’autonomia differenziata per funzioni di grande rilievo relative alla protezione civile, alle professioni, alla previdenza complementare e integrativa, alla tutela della salute e al coordinamento della finanza pubblica. Una posizione che il sindacato ha già espresso in ogni occasione di confronto e che, a maggior ragione, ribadisce oggi.
“La pre-intesa – scrive la Cgil Lombardia – rappresenta una forzatura rispetto a quanto stabilito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 e non risponde alle reali necessità né della Lombardia né del Paese. Al contrario, l’autonomia differenziata rischia di accrescere le disuguaglianze territoriali, indebolendo l’unità nazionale e l’universalità dei diritti.
Lo stesso testo, condiviso per Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto, non soddisfa inoltre l’obbligo di motivare con precisione le specifiche ragioni per cui una singola Regione richiede maggiori livelli di autonomia. Anche l’indicazione delle funzioni oggetto della richiesta appare estremamente generica”.
Per il sindacato particolarmente critica è la scelta di intervenire sulla previdenza complementare e sulla sanità integrativa: “Si tratta di materie per le quali la contrattazione nazionale, che negli anni ha definito strumenti specifici, rappresenta la sede più adeguata anche per un loro eventuale rafforzamento.
In particolare, favorire la proliferazione e la frammentazione territoriale dei fondi di previdenza rischia di indebolirne l’efficacia, l’affidabilità e la sostenibilità economica nel tempo. Elementi indispensabili per assicurare prestazioni previdenziali in grado di garantire un adeguato tasso di sostituzione alle lavoratrici e ai lavoratori, già penalizzati da un sistema previdenziale pubblico iniquo e insufficiente”.
La Cgil Lombardia rileva che, se si vogliono evitare nuove forme di centralismo regionale, è necessario procedere a un effettivo riordino e rafforzamento dell’ordinamento e del sistema delle autonomie locali, prima di qualsiasi eventuale devoluzione di ulteriori competenze.
Per queste ragioni il sindacato invita il Consiglio regionale della Lombardia a non condividere l’implementazione della pre-intesa e parteciperà, giovedì10 settembre, al presidio davanti al Grattacielo Pirelli, contestualmente all’esame del Consiglio degli schemi d’intesa con il Governo,
Appuntamento alle 10 davanti al Grattacielo Pirelli, in piazza Duca d’Aosta 3 a Milano, per la mobilitazione è promossa dal Tavolo No Autonomia Differenziata Lombardia, dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale Lombardia e da Libertà e Giustizia – Circolo di Milano, realtà con le quali la Cgil ha condiviso anche la mobilitazione e la raccolta firme contro l’autonomia differenziata.
Il presidio vuole ribadire la contrarietà all’approvazione delle intese tra il Governo e le Regioni Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto e chiamare la cittadinanza a far sentire la propria voce.
CGIL Lombardia sarà in piazza per chiedere ancora una volta di fermare un percorso che rischia di aumentare le disuguaglianze tra territori e persone e per difendere l’unità del Paese, l’universalità dei diritti e l’uguaglianza nell’accesso ai servizi pubblici.






















