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L'allarme

Sanità orvietana, Fp Cgil: «Non servono altre promesse da non mantenere»

Sanità © Marco Merlini Sanità
Foto: Marco Merlini
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"Per ora - è l'accusa del sindacato - si è visto solo un progressivo e continuo depotenziamento dei servizi sociosanitari a favore di una crescita della sanità privata"

“Martedì 29 novembre a Orvieto i vertici della Regione, presidente Tesei in testa, e della sanità umbra illustreranno i mirabolanti progetti che verranno realizzati nel presidio ospedaliero cittadino e nei servizi territoriali del distretto. Nel frattempo, però, la sanità del territorio continua a perdere pezzi e i disagi per i cittadini dell'Orvietano sono sempre più forti”. Così in una nota Giorgio Lucci, segretario generale della Fp Cgil della provincia di Terni. “Nonostante i proclami e le rassicurazioni della Usl, della Regione e della sindaca – scrive Lucci - il problema delle liste d’attesa per le visite ambulatoriali specialistiche non è stato risolto. Per avere una visita in tempi dignitosi le cittadine e i cittadini sono obbligati a rivolgersi ai professionisti che operano in intramoenia o direttamente alle strutture private, il cui numero nel corso di questi ultimi tre anni è improvvisamente aumentato sul territorio". 

"Il Pronto Soccorso poi – prosegue il segretario Fp - è ancora in attesa dei lavori di ammodernamento, annunciati circa due anni fa e mai iniziati”. La Fp Cgil torna a chiedere se il personale precario verrà stabilizzato o se “si continuerà a ridurre gli organici” e quali azioni si stanno portando avanti per “rendere attrattivo questo territorio per i medici specialisti”. “Il servizio di Neuropsichiatria Infantile è ormai in cronica sofferenza – continua Lucci -, per la prima visita con il neuropsichiatra un bimbo con problemi del linguaggio, per esempio, deve aspettare quasi due anni e non essendoci strutture convenzionate sul territorio, le famiglie sono costrette a ricorrere al privato per la diagnosi e per il successivo trattamento”.

“Il Centro di Salute Mentale – aggiunge il sindacalista - come annunciato, rimarrà chiuso tre pomeriggi alla settimana e anche il sabato. La Usl 2 dice che è stata una scelta obbligata per la mancanza di medici (noi lo avevamo segnalato già a marzo), ma cosa si è fatto per evitare questo disastro? Gli utenti e le loro famiglie a chi si dovranno rivolgere nel bisogno? Proprio adesso – rimarca Lucci - che i disturbi mentali, soprattutto nei giovani, sono in aumento”. C'è poi il problema della mancanza dei medici di Medicina Generale e c'è l'hospice per persone affette da malattie in fase terminale, annunciato circa due anni fa, ma sul quale non si hanno notizie concrete. “La lista potrebbe continuare – conclude Lucci - perché a questo territorio in questi anni sono state fatte molte promesse, quasi mai mantenute. Forse erano spot elettorali, propaganda, dato che per ora si è visto solo un progressivo e continuo depotenziamento dei servizi sociosanitari a favore di una crescita della sanità privata. La Fp Cgil valuterà e vigilerà sui programmi e i progetti per il potenziamento dei servizi territoriali e ospedalieri di Orvieto che verranno annunciati e promessi nell’incontro del 29 novembre”.