Esame di Stato: 100 mila studenti in piazza oggi (4 febbraio) in tutta Italia per protestare contro il ritorno a una Maturità "tradizionale" in piena pandemia. 

Per la Rete degli studenti medi a mobilitarsi in più di 40 piazze in tutta Italia sono stati tantissimi studenti e studentesse. Un corteo di 5 mila studenti è arrivato, a Roma, sotto al ministero, mentre altri cortei e presidi numerosi si sono svolti a Milano, Genova, Venezia, Palermo, Firenze, Bari, Perugia e molte altre città nel Paese. Secondo gli studenti, ad essere attraversate da cortei, presidi e flashmob sono state 18 regioni e una cinquantina di città. 

 

Gli studenti e le studentesse chiedono una inversione di marcia da parte del ministero sulla proposta di esame di Stato di quest’anno. Niente seconda prova scritta, colloquio orale basato sulla tesina prodotta dal candidato, più spazio al percorso degli studenti e delle studentesse. Accusano il ministero, poi, di decidere senza sentire gli studenti.

“Abbiamo organizzato una mobilitazione ampia – spiega Tommaso Biancuzzi della Rete degli Studenti Medi –. La risposta degli studenti e delle studentesse, non solo di quinto anno, è stata immediata. Abbiamo messo insieme decine di piazze in quattro giorni perché c’è rabbia e ansia verso questa formula di esame. Non è la strategia giusta, il ministero ci convochi per ascoltarci e definire insieme delle modalità di Maturità più adatte al momento. Bianchi ascolti la voce dei 200mila studenti scesi oggi nelle piazze.”

Pieno appoggio alla protesta dalla Flc Cgil. Gli studenti, si legge in una nota, "chiedono di essere ascoltati dal ministero sulle nuove modalità dell’esame di Stato che ripropongono una seconda prova scritta ignorando completamente tre anni scolastici discontinui, fatti di quarantene, dad, didattica mista. La settimana scorsa hanno protestato per la morte dello studente Lorenzo Parelli, una morte terribile avvenuta nel sistema di istruzione, anche in quel caso chiedevano di essere ascoltati e invece, sono stati manganellati".

"La nostra organizzazione – aggiunge la Flc – non può che accogliere con favore le manifestazioni nelle piazze e la rinnovata voglia di protagonismo una generazione di studentesse e studenti che ha pagato un prezzo altissimo in questi anni segnati dalla pandemia dimostrando sempre un grosso senso di responsabilità. Il senso di disagio di questi ragazzi ha trovato espressione anche nel discorso di insediamento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha sottolineato che 'è doveroso ascoltare la voce degli studenti preoccupati per il loro domani'".

"Ascoltiamoli dunque, così come ci chiedono e costruiamo con loro una riflessione su ciò che serve per riportare, realmente, la scuola al centro del nostro Paese", conclude la nota.