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La prospettiva

Un'intesa per il futuro di Bologna

Bologna: segnali di ripresa, ma non per tutti
Foto: foto da pixabay.com
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Per Maurizio Lunghi, segretario generale della Cgil provinciale, il nuovo Patto sullo Sviluppo e l'Occupazione della Città Metropolitana è un punto di arrivo e di sintesi sulle emergenze e sui problemi che richiedono interventi urgenti, partendo dagli effetti devastanti del Coronavirus e della recessione economica

A Bologna si chiude una settimana importante. Mercoledì è arrivata l’intesa sul nuovo Patto sullo Sviluppo e l'Occupazione della Città Metropolitana, dopo un iter durato diversi mesi.

“Un lavoro impegnativo, segnato dalla pandemia e dai tanti problemi, vecchi e nuovi, che stanno caratterizzando l'attuale fase economica e sociale del territorio”, il commento del segretario generale della Camera del Lavoro, Maurizio Lunghi. “Il Patto è un punto di arrivo e di sintesi sulle emergenze e sui problemi che richiedono interventi urgenti, partendo dagli effetti devastanti del Coronavirus e della recessione economica. Ora ci attende la sfida vera e cioè avere la capacità di fare scelte strategiche per il futuro, di utilizzare le risorse locali ed europee per creare nuova occupazione, ridurre le diseguaglianze sociali e rilanciare le attività future”.

Il Patto viene spiegato in un corposo documento che si completa con tre progetti allegati, nei quali sono stati ricompresi tutti gli interventi individuati ispirandosi all'Agenda ONU 2030. Nessun settore resta fuori: dal manifatturiero, ai servizi, alle filiere produttive, alle nuove tecnologie e alla digitalizzazione, alla formazione continua e alle competenze. La priorità resta concentrata sul futuro dei giovani e delle donne. Ci sono poi gli interventi sull'ambiente e le sfide della rigenerazione urbana, del territorio che cambia, la mobilità sostenibile, le nuove fonti energetiche. Quale futuro welfare di comunità, tenendo conto degli effetti demografici della popolazione, della non autosufficienza, di un miglioramento dei servizi socio sanitari.

La parola d’ordine, spiega il leader della Cgil bolognese, è “fare sistema, agire insieme per ottenere cambiamenti che mettano al centro il Lavoro e le Persone. Il Patto – conclude Maurizio Lunghi – sarà uno strumento che ci aiuta in futuro, ma molto dipenderà da noi e dalla volontà di dare risposte concrete ai problemi, già a partire dal Tavolo di salvaguardia delle attività produttive metropolitano, dai casi di crisi e dall'impatto che si avrà sul territorio quando verrà meno il blocco dei licenziamenti stabilito a livello nazionale con il Governo”.