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Reportage

La scuola non è un'isola

Stefano Iucci
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Una giornata all'istituto professionale Telese di Ischia che si prepara alla ripartenza tra emergenza coronavirus e vecchie mancanze. La denuncia del dirigente scolastico: ci hanno dato una classe in meno e dovremo continuare con i doppi turni. Ma per tutti la voglia di tornare in classe è tanta

"Facevamo i doppi turni prima, continueremo a farli ora". Così Mario Sironi, dirigente scolastico dell'Ips Vincenzo Telese di Ischia, alla vigilia di una ripartenza che in Campania avverrà il 24 settembre. Il Telese, il cui indirizzo alberghiero è un fiore all'occhiello per un'isola a vocazione turistica come quella ischitana, come tutte le scuole italiane sconta ritardi e inefficienze ben precedenti al coronavirus e che ovviamente in questa situazione di emergenza rischiano di moltiplicarsi. Come tanti suoi colleghi Sironi cercherà di fare uno sforzo di fantasia per provare a incastrare e organizzare ma è molto arrabbiato perché quest'anno l'ufficio scolastico regionale gli addirittura assegnato una classe in meno del solito. 

"Cercheremo – spiega – di utilizzare il meno possibile la didattica a distanza che in un professionale è particolarmente deleteria". "Molti studenti – racconta mentre ci fa visitare le cucine attrezzatissime dell'istituto – vengono qui proprio per imparare nei laboratori".

Come se non bastasse, c'è la specificità isolana: il 50 per cento tra insegnanti e Ata della scuola viene dal continente e molti lavoratori sono preoccupati per la frequenza delle corse di aliscafi e traghetti che in alcuni casi sono state ridotte. Organici, spazi e trasporti: variabili che non dipendono dalle scuole né dalla loro capacità di trovare soluzioni.